UNA SERIE TIRA L’ALTRA…


Signore e Signori, buonasera. Iniziamo questo articolo dedicato alle serie tv con un doveroso riepilogo di altri post simili.

Il più famoso Agente Segreto del mondo in un ritratto totale, ricchissimo di dettagli più o meno piccanti: IL SUO NOME E’ BOND. JAMES BOND.

Primo tuffo nel mondo del cinema con alcune delle migliori pellicole viste, come Il Sorpasso o Top Gun: UN MINIMO DI CULTURA CINEMATOGRAFICA

Avanti di questo passo, senza limiti cronologici, visto che spaziamo dal 1946 al 2012: CINEMA, MAESTRO!

Da Vacanze Romane ad American Hustle passando per Intrigo Internazionale e Il Laureato: TUTTI AL CINEMA!

C’è anche la Classifica ufficiale con i titoli in inglese: MY FAVOURITE MOVIES AND ACTORS

La linea passa ora al Blog per il Pagellone delle migliori fiction. Buona lettura.

Last Cop: in attesa un giorno di poter ammirare Derrick, mi sono concesso questo burbero poliziotto di Essen sempre fuori dalle righe e sempre politicamente scorretto. L’idea di partenza non è affatto male: un poliziotto si risveglia dal coma dopo vent’anni e deve abituarsi alla nuova vita. Acciderbolina, ha impiegato davvero poco a metter su muscoli! Abbastanza divertenti le diatribe fra Mick e Andreas, così come la tensione sessuale fra il protagonista e la sua psicologa, nonché le energiche canzoni degli anni ’80. Tuttavia dobbiamo valutare la serie nel suo complesso: e dunque perde qualche posizione a causa di una quinta ed ultima stagione angosciante, in cui l’atmosfera è troppo cupa e Tanja si trasferisce in Argentina senza un vero motivo. Peccato! Voto: ●●●

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Don Matteo: giunti alla decima serie, il prodotto sconta una certa stanchezza, di cui si è accorto anche il pubblico. Certo, di questi tempi 6,5 milioni di spettatori a puntata sono manna dal cielo, e per tale motivo è in fase di lavorazione l’undicesima. Ci vorrebbe una vitamina rivitalizzante, per esempio l’uscita del Capitano Tommasi: gli sceneggiatori mi hanno ascoltato, perché nella nuova stagione il buon Simone Montedoro lascerà il posto ad un capitano donna, che se la vedrà con un nuovo PM interpretato da Maurizio Lastrico. Considerazione finale: Tommasi-Lia è sembrata una copia sbiadita della coppia vera, ossia Tommasi-Patrizia (che donna!). Loro sì che stavano bene insieme! Voto: ●●●○

Distretto di polizia: grande successo dei primi Anni Duemila che abbandonai dopo la prima scena causa impegni scolastici, si inserisce nel solco della serialità poliziesca italiana che ha generato numerosi emuli più o meno riusciti. Qui inoltre hanno fatto la loro comparsa diversi personaggi che ritroveremo altrove (penso a Simone Montedoro, ad Anna Foglietta, a Giampaolo Morelli). E’ sempre un piacere entrare nel X Tuscolano accolti da Ugo Lombardi e farsi aiutare dal guascone Mauro Belli o dall’efficiente Roberto Ardenzi. Più che riuscito il tormentato personaggio di Giovanna Scalise; da spettatore, avrei comunque preferito che morisse lei piuttosto che l’innocente e bravissima Angela Rivalta, la cui dipartita rappresenta il primo vero momento di svolta della serie. Vi farò sapere il mio personale giudizio sul nuovo commissario Giulia Corsi; per ora limitiamoci a dire, con i fazzoletti bianchi in mano: Addio, Angela! Arrivederci, Giovanna & Manrico! Voto: ●●●○

Squadra Speciale Cobra 11: già ambientare una serie in Germania è per me un’ottima base di partenza, in quanto ne ho potuto vedere qualche puntata in tedesco. Aggiungete poi che io sono cresciuto con Semir Gerkhan, che anche a cinquant’anni non esita a rischiare l’osso del collo per fare il proprio dovere: che dire, un uomo inossidabile! Col trascorrere del tempo sono cambiati molti partner e anche la composizione del commissariato: io, ma penso anche Semir, sono molto legato a Tom e Ben. Il nostro eroe ha persino affrontato un divorzio, prima di far capire alla moglie che i grandi amori sono destinati a non finire mai. Dopo la morte di Herzberger qualche anno fa, abbiamo congedato con estremo dolore anche Bonrath. Non so ancora quanto durerà, dati gli alti costi di ogni episodio, ma viva Cobra 11! Voto: ●●●○

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Bones: ho un buco di due stagioni, precisamente settima e ottava, che spero di colmare presto. Però nel frattempo ci concentriamo sul materiale restante, e ammettiamo che la serie è piacevole, anche se non conquista proprio le primissime posizioni, forse a causa dei cadaveri spolpati che ci presentano ad ogni puntata. Da grande fan del film, solo applausi per la duecentesima puntata, concepita come omaggio a Caccia al ladro di Hitchcock. Dispiacere invece per la morte di Sweets, ormai stanco e desideroso di provare nuove esperienze. Negli Stati Uniti stanno chiudendo i battenti con la dodicesima stagione, mentre qui abbiamo appena visionato la decima, che crea qualche scompenso nella relazione Brennan-Booth. Voto: ●●●○

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Homeland: Claire Danes mostra grandi capacità attoriali nell’impersonale quest’agente bipolare, da cui non sai mai cosa aspettarti. Nella realtà la CIA l’avrebbe fatta fuori simulando un tragico incidente. Nel complesso ho apprezzato molto la missione in Germania, meno quelle orientali; grave ma necessaria la perdita di Brody. La sesta stagione è ambientata a New York, per cui i nostri amici tornano a casa. Ha senso tenere ancora in vita Quinn, più di là che di qua alla fine della quinta stagione? Quali perfidie inventerà Dar Adal? Sarà coinvolto anche Saul? Voto: ●●●○

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Che Dio ci aiuti: la grande Elena Sofia Ricci pare nata con l’abito talare addosso! Anche lo spettatore percepisce l’aria di grande complicità e divertimento che si respira sul set. Hanno visto giusto gli sceneggiatori ad eliminare le indagini della prima stagione a favore di temi sociali, più nelle corde della suora. Quest’anno il personaggio di Azzurra è stato cooptato grazie alla scoperta di una figlia, ma non so come possa ritornare anche in futuro. Per il resto, scatenata Elena Sofia Ricci, dimenticabile la coppia Nico-Monica, un pochino meglio Valentina-Gabriele. La mia preferita rimane comunque la bellissima Serena Rossi! Voto: ●●●●

Romanzo criminale: tratta un genere che, nonostante quel vecchio volpone di Jack Bauer, non è il mio preferito. Tuttavia riconosco che si tratta di un prodotto di alta qualità supervisionato da Giancarlo De Cataldo e Michele Placido, non proprio gli ultimi arrivati. Anche il cast artistico annovera i migliori talenti italiani, da Marchioni a Roja, da Giallini a Bocci, senza trascurare la convincente prova di Montanari, il cui Libanese ci saluta alla fine della prima serie. Il personaggio più riuscito? Il Freddo, a mia modesta opinione. Voto: ●●●●

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House of cards: il vecchio Kevin Spacey è maledettamente adatto al ruolo di Presidente degli Stati Uniti. Spietato, vendicativo, subdolo: scegliete voi l’aggettivo che più gli si adatta, e scoprirete che in realtà sono tutti calzanti. Un tale gigantesco personaggio non può che essere affiancato da una che sappia il suo mestiere, alias Robin Wright, che è stata definita la Lady Macbeth della situazione. Alla fine della quarta stagione hanno ritrovato l’armonia, e sono più che mai decisi a battere il califfato, anche a costo di suscitare paura nella popolazione americana. Voto: ●●●●

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Castle: seratina grigia? Voglia di una serie tv non impegnativa, ma godibile e strapparisate? Bene, Castle fa proprio per voi. Certo, adesso il network Abc ne ha dichiarato la fine, e anche con una certa fretta: avrebbero potuto regalarci qualche puntata per congedare adeguatamente Castle e Beckett, ma non è stato così. Hanno preferito farli agonizzare sul pavimento, per poi ritrovarli alcuni anni dopo con i figli a colazione. Il classico finale raffazzonato che ti fa cadere le braccia! Avete notato che i due interloquiscono chiamandosi per cognome? Ne sentirò un po’ la mancanza, lo confesso. Speravo inoltre che anche nella realtà fra i due scoccasse la scintilla, ma non è stato così, visto che Stana ha sposato un altro. Voto: ●●●●

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Friends: una sit-com che ha riscritto la storia della televisione. Dieci stagioni appassionanti, in cui abbiamo riso, pianto, scherzato, ci siamo disperati. E’ sempre un piacere rivederne le puntate per apprezzare la bontà della sceneggiatura: Monica la compulsiva, Rachel l’eterna indecisa, Phoebe la pazzerella, Joey il donnaiolo, Ross a cui hanno ammazzato il cane a sua insaputa, Chandler figlio di una drag queen. Anche la sigla era indovinata, nonostante il cast, all’epoca, l’avesse criticata. Il mio personaggio preferito? Chandler, con le sue memorabili battute al fulmicotone. Voto: ●●●●

Scandal: chi mi conosce lo sa bene: amo le vicende pruriginose, i retroscena piccanti della Storia. D’altronde le persone amano, peccano, odiano, tradiscono: alla base di questa massima c’è il succo di questa serie, in cui fatico ad individuare persone moralmente ineccepibili. Però ritengo che la situazione, dalle parti della Casa Bianca, sia proprio così, una salsa piccante di personaggi quantomeno discutibili che si arrabattano per salvarsi le chiappe e agiscono per puro tornaconto personale. Sono giunto alla quarta stagione, in cui il Presidente, deluso, si sbarazza di moglie e Cyrus Beene, accogliendo Olivia alla Casa Bianca: quanto durerà??? Voto: ●●●●○

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The Big Bang Theory: l’ho scoperta tardi, ma ora non me ne perdo una puntata (sono giunto alla fine dell’ottava stagione, quando Leonard confessa a Penny di aver baciato una ragazza). Spesso il personaggio di Sheldon mi irrita profondamente, lui e le sue manie: certo, l’attore che lo interpreta, appena convolato a nozze col compagno, è dotato di una mimica fantastica. Il mio preferito rimane comunque Raj, che pare aver trovato una ragazza fissa. Più in generale, mi domando quante stagioni possano ancora regalarci i produttori, visti gli alti costi di produzione, il che è quasi sempre foriero di una chiusura non lontanissima della serie. Voto: ●●●●○ 

CSI Miami: scelgo questo e non Las Vegas in quanto orfano delle puntate con Grissom a capo del team. Qui invece abbiamo dall’inizio alla fine quel monolite di Horatio Caine: se lo fai arrabbiare, rischi di trovartelo sotto casa a minacciarti con il suo ciuffetto rosso e qualche parolina non proprio carina sussurrata all’orecchio. Tutto sommato, negli anni, la squadra non ha subito enormi sconvolgimenti: ironia della sorte, appena Adam Rodriguez ha chiesto e ottenuto un aumento di stipendio, l’hanno chiusa. In modo frettoloso, con il povero Wolfe nuovamente gabbato da una donna, questa volta sua collega. Niente finale completo? Niente cinque stelle, baby! Voto: ●●●●○ con l’ombra minacciosa di Horatio Caine che ti sbarra la strada.

The Mentalist: vediamo se siete dei fini psicologi: cosa lega Patrick Jane, 007, Cary Grant? Semplice, sono personaggi affascinanti, carismatici, ostentano sicurezza: per questo stravedo per tutti e tre. E dunque questa serie non può che ottenere un meritatissimo podio, anche perché ha avuto una conclusione più che positiva, visto che Jane e Lisbon avranno un bambino. Prima c’era stata l’estenuante caccia a John il Rosso, che avrebbero potuto chiudere in modo più epico, vista la statura del cattivo. Sono molto affezionato a tutti i personaggi, che ho seguito fin dalla prima puntata. Buona vita, Jane&Lisbon! Voto: ●●●●●

Montalbano: un’eccellenza italiana che ha ottenuto consensi anche all’estero; il merito è dell’equipe che sforna il prodotto, capitanata da Sironi & Zingaretti e arricchita da centinaia di caratteristi che rendono questa fiction un cult per gli appassionati. Senza dimenticare ovviamente la meravigliosa Sicilia, sempre più parte costitutiva del racconto: impossibile immaginare il capace (e a volte mandrillone…) Commissario impegnato ad indagare in un’altra località. I libri del Maestro Camilleri sono un’eccellente base di partenza che rifiuta il cliché della perenne lotta fra giustizia e mafia. Recentemente è stato deciso di produrre due episodi all’anno, e il pubblico, come di consueto, ha risposto con vivo entusiasmo. Non poteva essere altrimenti… Voto: ●●●●●

Il commissario Montalbano: Luca Zingaretti e Peppino Mazzotta in una scena dell'episodio Una voce di notte

24: ebbene sì, è la mia serie preferita. Sono giunto alla sesta stagione, e ammetto che sono tutte di alto, altissimo livello. Il mio doveroso plauso va agli sceneggiatori, che riescono a condire ogni stagione con mirabolanti colpi di scena, anche se il buon Jack Bauer ne ha passate davvero di tutti i colori: altro che 007, lui sì che è un superuomo con la S maiuscola! Spiace che Jack abbia dovuto lasciare Aubrey Raines, però chi sta accanto ad uno come lui è sempre sul filo del rasoio. Ad Hollywood hanno voluto sfornare un reboot: dubito che lo guarderò. Voto: ●●●●● con il coltello di Jack Bauer puntato alla gola.

 

CLASSIFICA FINALE:

  1. 24
  2. MONTALBANO
  3. THE MENTALIST
  4. CSI MIAMI
  5. THE BIG BANG THEORY
  6. SCANDAL
  7. FRIENDS
  8. CASTLE
  9. HOUSE OF CARDS
  10. ROMANZO CRIMINALE
  11. CHE DIO CI AIUTI
  12. HOMELAND
  13. BONES
  14. SQUADRA SPECIALE COBRA 11
  15. DON MATTEO
  16. LAST COP

AC

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NOI DEL FARWEST 2017


LA FRASE DEL VIAGGIO

Non dirmi quanti anni hai, o quanto sei educato e colto, dimmi dove hai viaggiato e che cosa hai imparato. (Maometto)

Alessandro Craviotto

in collaborazione con

American National Parks Pass

Come on Dodgers!!

Denny’s e i suoi camerieri

Fra 3/4 di miglio svoltare leggermente a destra

Hard Rock Hotel

KOA Campground

Le Salviette Usa e Getta

Papillon Tours

Ped Xing

Vaccaboia!

 

presenta

FARWEST 2017: LA GRANDE AVVENTURA

Un film di: Sergio Leone

Sceneggiatura: il Super-Coordinator

Effetti Comici involontari: il buon Trevigiano

Musiche: Ennio Morricone

Poesie e frasi del giorno: il Professore

Direttore della fotografia: l’Innominabile

Selfie: MC

Sorrisi: Miss Matematica

Il film è finanziato dalle corpose vincite

del Coordinator a Las Vegas

 

SIGLA INIZIALE

Cantami, o Diva, della Banda più Pazza del West

l’avventura inconsulta che infinite risate

suscitò nei partecipanti, fra molte anime 

nacque una connessione speciale da quando

il 29 luglio 2017 s’incontrarono a Los Angeles

 

(stacco; messa a fuoco progressiva di una scritta)

SIETE OPERATIVI???

SE BASTASSE UN AEROPORTO – il sottoscritto, giunto a Milano la sera prima, vaga per l’aeroporto milanese deserto finché incrocia una persona e pensa: “Paola o non Paola? Questo è il problema!”. Era lei, e così i due, fra una chiacchiera e l’altra, attendono il gruppo dei milanesi che si presenta puntuale. Ci imbarchiamo, e il volo è piuttosto lungo: secondo le fonti più autorevoli, AC avrebbe ammazzato il tempo nei modi più fantasiosi, anche per la presenza di un cinesino a dir poco originale. A Newark in quattro sbagliamo gate dopo aver ordinato leccornie assortite con gli iPad, ma per fortuna giungiamo a LA, dove incrociamo il Super Coordinator e andiamo a scegliere le auto. Come attratti da una forza misteriosa, si forma il Dodge dei 6 pesi: AC, l’Innominabile, la Presunta Scalatrice, la Gatta, Jack e Teddy. Ah, dalla regia mi dicono di precisare che “peso”, in dialetto romagnolo, significa “bella persona”.

TENDACITO – più che sul Savannah Motor Hotel mi concentrerei sulla piacevole giornata trascorsa a Los Angeles, di cui abbiamo ammirato Downtown con la Walt Disney Concert Hall, le curatissime villette periferiche, Hollywood Boulevard & Walk of Fame, il Fashion District, l’Osservatorio Griffith e un match di baseball: interessante, soprattutto perché gli spettatori non osservano solo la partita, ma si dilettano anche nel mangiare, bere et cetera. Insomma, lo stadio è una mera scusa per un pomeriggio in compagnia. Tuttavia, all’orizzonte, si staglia nella sua maestosità il Grand Canyon: montare la tenda e dormirci qualche ora è per AC un’esperienza inedita, comunque brillantemente affrontata nel corso dei giorni. Dopo il tramonto, anche la meravigliosa alba, e dopo la meravigliosa alba giro in elicottero con quel fustacchione del pilota da cui Viva Napoli ha ottenuto una foto che custodisce gelosamente. Purtroppo le parole non renderebbero giustizia allo spettacolo di cui si sono beati i nostri occhi: provate voi a dir qualcosa, se riuscite. Grazie all’efficiente organizzazione dell’Innominabile, godiamo di un incredibile inizio di agosto, culminato nel tramonto di Shoshone Point, ove siamo immersi nel silenzio più puro e rispettoso.

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ALZIAMO L’ASTICELLA – quanti, nonostante il caldo, non ricordano con particolare affetto la breve camminata fino ad Horseshoe Bend??? E’ proprio il caso di affermarlo: strapiombi fantastici e dove trovarli. Citiamo anche il Lago Powell e l’Antelope Canyon, che personalmente mi ha un pochino deluso per via della guida prevenuta verso noi italiani, mentre una persona qualunque, col suo tipico entusiasmo, continua a ripetere: “Che bello! Che bello!” (mi raccomando, la E va pronunciata chiusa, alla piemontese). La tappa successiva si chiama Monument Valley, di cui godiamo il tramonto sulle note di Ennio Morricone: volendo cercare una rima, possiamo scrivere che sono stati istanti toccanti. Ampiamente documentati con video, oserei aggiungere. Il giorno successivo, iniziato con una sveglia saltata da qualcuno, va ricordato per la penuria di benzina della nostra auto: durante la sosta per cercare sulla mappa una pompa, il Trevigiano inizia a correre sulla strada alla stregua di un novello Forrest Gump. Nessuno lo ha raccattato, peraltro. Il trekking presso il Canyon del Chelly ci pone in stretta connessione con le tradizioni locali; è stato lì che AC ha rivelato di esser diventato Prof di ruolo: grazie ragazzi, grazie per gli applausi e la foto.

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Horseshoe Bend

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Morricone’s Valley

NORD SUD OVEST MOABMoab ci attende con una piccola tempesta di vento; la pioggia sarebbe però giunta la sera successiva. Nel frattempo, c’è chi va a cavallo (che bello! che bello!), e chi si diletta nel rafting sul fiume Colorado. Esperienza positiva: il trevigiano al posto degli occhi ha due cuori, nel contemplare la famiglia messicana… ah no, scusate, nel contemplare la giovane guida Hannah. Un ragno – non albino, a quanto tramandano – tenta invano di rovinare la giornata alla Gatta, mentre AC nuota controcorrente lungo il fiume, ma si stanca subito e attende che gli altri lo vengano a pescare. Il Colorado? L’acqua era pulita ma sporca, ossia intrisa di sabbia, eppure si poteva fare il bagno. Piccole mancanze: non abbiamo pagaiato e le rapide erano molto, troppo tranquille. Potrei parlare anche delle pistole, ma ora ho voglia di fare merenda e perciò vado a mangiare uno yoghurt. A dopo.

Burp. Non male, questo yoghurt Yomo alla banana. Dicevamo? Ah sì! Alla sera, locale di lesbiche con gruppo che suona country psichedelico; nessuno danza, mannaggia mannaggia. In compenso il buon Teddy ha… vabbé, meglio soprassedere. Uno spettacolo incredibile si rivela l’Arches National Park: il trekking pesa moltissimo ad AC, ma vale assolutamente uno sforzo fisico superiore alla media: menziono nello specifico il Landscape Arch e lo spettacolare Partition Arch. In compagnia dell’Innominabile e del Super Coordinator, si scattano foto difficilmente eguagliabili. Osservare per credere. Siccome ci tenete, rendiamo onore anche al Dead Horse Point, ove abbiamo incontrato una coppia di sposi insieme ai loro cani: che carini! Tanto love! Speriamo non divorzino entro sei mesi!

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Partition Arch

INTERMEZZO CANORO

Dopo tanti anni di cammino

ricordo che da bambino

sognavo di fare l’indiano

e ci sono riuscito

(Ex Otago, Sognavo di Fare l’Indiano)

DON’T STOP US NOW – giusto festeggiare il compleanno di Jack in un locale di Jackson Hole: notate l’assonanza, belli miei? La visita al Grand Teton è piacevole: molti di noi non rimangono a bocca aperta solo perché abituati agli splendidi panorami di montagna del patrio suolo. Di Yellowstone invece ci colpisce l’enorme estensione del parco, contraddistinto dalla presenza di numerosi geyser e caldere, tra cui l’Old Faithful, che meritano di essere visti almeno una volta nella vita: l’effetto ottico del Grand Prismatic Spring è quasi straniante, almeno per il sottoscritto. Alla sera, finalmente, cena fra quattro bei maschioni che possono parlare un po’ di tutto: non che AC, specie in auto, si sia limitato… Animali? Ne abbiamo visto, anche se niente orsi, acciderbolina: qualcuno avrebbe vinto volentieri una cena. Solo un breve accenno al Parco dei Dinosauri e a Salt Lake City. Scolliniamo la metà della vacanza con l’amatissimo Bryce Canyon, che molti osservano solo dall’alto, mentre AC, l’Innominabile e Teddy percorrono una parte del trekking e nutrono il loro cervello di poesia, pura poesia di fronte alle meravigliose creazioni di Madre Natura. Per lo scorno di qualcuno, lo Zion viene ammirato solo all’imbrunire in auto e sopra un vetusto bus. Peccato, ma non c’è tempo per frignare: la Città del Peccato ci attende.

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Grand Prismatic Spring
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Bryce Canyon
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Cane della prateria presso Bryce Canyon

SIAMO SOLO NOI (NELLA SUITE) – l’Hard Rock Hotel a Las Vegas promette bene. Anzi, promette benissimo quando assegnano la suite a quattro membri del gruppo: AC, Miss Matematica, la Biologa e l’Innominabile. Durante la notte, tre di loro visitano alcuni casinò e brindano di fronte ad un simpatico cameriere messicano. La mattina, sveglia d’ordinanza alle 12.20 e vai col pranzo da Gordon Ramsay: l’Hamburger con la H maiuscola, è l’opinione comune. Il pomeriggio è scandito da un improvviso acquazzone che non impedisce un giro per le zone clou di questa città sin troppo finta. Alla sera due belle persone assistono allo spettacolo di David Copperfield: una delle due rimane un pochino delusa, per l’altra qualunque evento, anche il più catastrofico, sarebbe stato gradito. Così alle due passate vanno a ronfare, giustamente esausti per il dopo-spettacolo.

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NEL MEZZO DEL CAMMIN DI YOSEMITE – non lo credevo possibile, ma forse solo alla Death Valley, com’è naturale, abbiamo davvero patito il caldo. 50 gradi del tutto prevedibili di fronte ad un paesaggio arso, ma che meritava comunque una breve visita. La sera per arrivare a Bridgeport è lunga, mooooolto lunga, così, mentre tutti in auto russano alla grande, AC scrive una poesia. La prima delle tre, forse quella più significativa. Anche Yosemite – che va pronunciato iosemiti – con le sue sequoie e le sue cascate, apre le menti e ispira i cuori; come in tutto il viaggio, piovono selfie. L’intero gruppo era in attesa che la Scalatrice si scatenasse come un ghepardo appena rimesso in libertà, ma ciò non è accaduto. Mariposa? Paesotto piccolino, ma abbiamo mangiato bene e fatto una lavatrice, il che non guasta mai. Voglio chiudere questo paragrafo ringraziando pubblicamente Miss Matematica: visitare con lei Bodie rispettando il silenzio del luogo è stato uno dei miei momenti top.

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Death Valley

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Yosemite
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Yosemite Falls

TRA SAN FRANCISCO E REALTA’ – quattro anni fa mi ero ripromesso che sarei tornato nella città sulla baia: così è stato. Coit Tower, Lombard Street, Palazzo delle Arti Fini, Golden Gate, Golden Gate Park, Sausalito, ristorante The Spinnaker, Alcatraz, Pier 39, Fisherman’s Wharf, Union Square, Painted Ladies, China Town, Castro, Mission District, Cheesecake Factory: che bella giornata sia dal punto di vista emotivo che meteorologico! Ora tutti a rivedere il film con Clint Eastwood e a diffondere la notizia: San Francisco è un luogo speciale! Andateci, non ve ne pentirete!

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IN THE ENDMonterey e Carmel sono due borghi marinari che profumano poco di Stati Uniti e molto di Italia, secondo qualcuno di Toscana, per l’esattezza. Sono abbastanza d’accordo; menziono in particolare il pranzo a Monterey e la spiaggia di Carmel. Poi qualcuno si è fracassato una caviglia, ma questi sono dettagli utili più al gossip che ad altro…

ABBRACCIAMOCI FORTE E VOGLIAMOCI TANTO BENE – l’ultimo giorno a Los Angeles è puro relax, con un paio d’ore di mare, di foto sullo stile di Baywatch, di visita a Santa Monica e Venice Beach. Siamo stanchi ma soddisfatti: probabilmente non ci rendiamo conto di tutte le meraviglie che abbiamo ammirato. Cena, locale per le ultime brevi danze e giù con un paio d’ore di sonno. La Alamo ci attende per riconsegnare le auto zozze, così come la United per gli ultimi due voli; triste ma doveroso salutare i romani con pacche sulle spalle et similia. Colazione al volo a Milano, ultimi abbracci (casti, ahimé) con Miss Matematica, stretta di mano all’Innominabile e al Trevigiano: il viaggio è finito, ma in realtà la Banda più Pazza del West continuerà a scorrazzare lungo le strade americane, consapevole di aver lasciato un segno indelebile sull’asfalto bollente.

CHI DI FRASE FERISCE, DI FRASE PERISCE

AC: “Can I have an orange-juice?”. Cameriera: “What???”. AC: “An orange-juice!”. Cameriera: “Sorry, I don’t speak French!!!”. Che dire, se mi avesse scambiato per giapponese sarebbe stato peggio… 

Viva Napoli: “Prof, fai una faccia maschia!”. AC: “Non so fare una faccia maschia, nelle foto mi viene da sorridere!”. L’ottimismo è il sale della vita, diceva uno spot.

La Gatta: “Allora, Teddy, pronto per la poesia?”. Teddy: “Se scrive qualcosa di inopportuno, lo strozzo. Oppure lo faccio a pezzettini, vediamo…”. Cattivo, eh?

Qualcuno – rimaniamo sul vago – ceffa il fuso orario e non si alza. Coordinator: “Me vojo suicida’…”. Come punizione, avresti potuto mandarla a dormire con gli uomini, io mi sarei offerto!!!

Teddy: “Allora, Scalatrice, è il tuo momento! Vai e affronta la dura roccia!”. Presunta Scalatrice: “In realtà qui è troppo complesso, bla bla bla”. Una scena che si sarà ripetuta dieci volte; pare che alla fine abbia scalato solo il letto dei motel. 

AC: “E’ stata una serata piacevole, non trovi?”. Miss Matematica: “Certo, siamo andati a dormire prima degli altri!”. Proprio la risposta che uno si aspetta…

FS srotola il suo materassino. Subito dopo si dedica ad un’altra attività. Rivede il materassino e domanda: “Di chi è questo materassino???”. Ahi ahi ahi! 

L’Innominabile: “Allora, com’è andato lo spettacolo di Copperfield???”. AC: “Per me è stato molto toccante, soprattutto nel momento in cui è spuntato fuori un alieno blu che era stato amico del padre del prestigiatore…”. Non so perché, ma hanno riso per dieci minuti, durante il racconto… Boh.

Osservatorio Griffith. Tutti: “Proprio carino, bel posto!”. AC la pensa diversamente: “Questo è il classico luogo in cui le coppiette vengono a baciarsi, guardare le stelle e poi… puntini puntini”. Confermo quanto dichiarato, nulla da aggiungere.

X: “Complimenti, conosci davvero ogni specie!”. XY: “Certo, a me piacciono gli uccelli!!!”. Parlami di te, Signora Ambiguità! Parlami di te, io non ho paura!

Sul volo: “Prof, suoni la batteria di un pezzo degli AC/DC?”. AC: “No, sto ascoltando Una Canzone d’Amore degli 883!”. Da qualche parte deve finire questa energia esplosiva che alberga dentro di me…

Cameriere: “Da dove venite?”. Gruppo: “Dall’Italia!”. Cameriere: “Oh, wonderful, powerful, exciting, what a beautiful country!”. Tutto ciò è accaduto ovunque. Ovunque, ve lo giuro.

Coordinator: “Grande Prof!”, e giù energica pacca sulla schiena. “Ammazza che dorsali!!! Trevigiano, vieni a sentire!”, e giù altre vigorose pacche sulla schiena. Troppo buoni, troppo buoni, vi ringrazio…

La ruota di una Dodge fuma. Teddy prende in mano la situazione: “Bene, io vado a mangiare, chi si unisce???”. Ci siamo uniti in sei: che brutte persone… 

Las Vegas, taxi. AC e Miss Matematica parlano. Il taxista: “Siete israeliani???”. No, del Nepal, e tu?

Due ragazzini italiani, all’Innominabile: “A Dallas ci hanno fornito alcuni rudimenti sulle armi, e poi ci hanno mandato in strada con due fucili!”. Ecco, non stupiamoci se periodicamente un americano impazzisce, entra in un luogo pubblico e fa una strage…

La Presunta Scalatrice: “Bene, ora che Miss Matematica è rimasta sulla nostra macchina per cinque minuti, chiederà di scendere e farà l’autostop…”. Non l’ho presa benissimo…

AC: “Gatta, sono convinto che tu debba posare per un calendario! Casto, però…”. Sempre meglio precisare, non sia mai…

XYZ: “Tu sei la mortadella, noi le fette di pane!!!”. Seri dubbi sulla paternità e il contesto di questa affermazione…

La Gatta: “Ma ve lo giuro, una volta in un viaggio ho visto dei ragni albini che corrono inseguendo l’ombra!!!”. Complimenti! Io invece ho incontrato un koala giallo che danza sulle note di Despacito! 

“Allora, trevigiano, tutto ok al casinò?”. Risposta: “Certo, anche se ho rovesciato la birra sul tavolo da gioco!”. Fermatelo, vi prego, fermatelo! 

Coordinator: “Com’è andata la notte con le due ragazze?”. AC: “Alla grande!”. Coordinator: “Ecco perché avevano visi rilassati e soddisfatti!”. Ehhhh, la classe non è acqua…

Presunta Scalatrice: “Le canzoni di AC mi piacciono perché sono allegre!”. Venite a ballare in Liguria, -guria, -guria / morbidi come un’anguria, -guria, -guria…

Hard Rock Hotel. L’impiegata: “Non abbiamo altre camere, vi daremo la suite senza sovrapprezzo!”. Miss Matematica: “Ahahahahahahahahah!”. Sta ancora ridendo adesso.

AC: “Guardate, ho registrato un video con la ola dello stadio!”. Il video inizia, si sviluppa, finisce. Tutti, delusissimi: “Ma la ola non c’è!!”. AC: “Eh vabbè, c’era l’idea della ola…”. Non focalizziamoci troppo sui particolari, perdincibacco! 

Alcune ragazze domandano a Teddy: “Ma voi fate parte di quel gruppo con il coordinatore pazzo che vi fa sempre alzare ad ore disumane?”. Certo, e ne andiamo fieri perché abbiamo visto tutto quanto stabilito! 

Un partecipante: “Allora, com’è trascorsa la notte in tenda?”. LP: “Ho dormito in auto!”. Ramazzotti commenterebbe: sono cose della vita / vanno prese un po’ così

Teddy: “Sul volo per LA il tizio accanto a me guardava foto di maschi nudi…”. Ci starebbe bene una filippica sull’assenza di pudore in questa decadente società…

Coordinator: “Dai, venite, scattiamoci una foto!”. AC: “Volentieri, è sempre bello biiiiiiiiiiiiiiip…

Le frasi successive sono troppo piccanti: siccome siamo in fascia protetta dobbiamo censurarle. Ci scusiamo per il disagio. 

LA PAROLA AI PROTAGONISTI

Coordinator: “Ben arrivati a casa miei prodi! Siete appena andati via ma qui nel West già si narrano le avventure che vi hanno visto protagonisti.
La banda più pazza del West ha lasciato ricordi indelebili in terra americana e nel mio cuore. Grazie a tutti per avermi permesso di vivere una grande Avventura.
Qui a Las Vegas la notte è ancora giovane, vi abbraccio e vi saluto con affetto.
Per sempre: OPERATIVI ! ❤”.

Lauretta: “Ciao a tutti…..anche per me è starà una gran bella avventura e mi ha fatto piacere conoscervi. Spero di potervi rivedere presto…un grande abbraccio!”.

La Presunta Scalatrice: “Grazie a tutti di cuore ragazzi!! E’ stato un bellissimo viaggio!!!”.

Jack: “Ringrazio anche io tutti quanti! Prima esperienza con viaggi avventura andata alla grande!!”.

Miss Matematica: “E dopo minivan, 2 aerei, bus e treno sono arrivata a casa anch’io 😁😁Grazie a tutti per la bella vacanza!! Mi ha fatto proprio piacere viaggiare con voi e viverci assieme questa avventura!”.

La Biologa: “Esperienza davvero bella e ricca. Grazie a tutti!!”.

LE GRANDI DOMANDE DEL VIAGGIO

  • E’ ancora viva la bambina che ha rotto il telefono alla Gatta?
  • La gentilezza degli americani era sincera o costruita per i turisti?
  • Perché AC ha dormito nei bagni del campeggio di Yellowstone?
  • Chi ha vinto la disfida a suon di selfie fra M e il Coordinator?
  • Cosa li ha spinti, presso Yosemite, a sfidare la sorte alla stregua di novelli Indiana Jones?
  • Come spieghiamo il livore di FS nei confronti di molti luoghi americani?
  • Può una Dodge cambiare colore da un giorno all’altro?
  • Non vi dava un fastidio incredibile dover aggiungere al conto finale anche le tasse e la mancia?
  • Chi avrebbe scommesso sulla doppia ginocchiata al tavolo di AC a SF?
  • Siamo sicuri che la scena dell’armadio ad Obispo sia realmente accaduta?
  • Perché il Trevigiano è entrato nel locale dei minatori e ha iniziato a ravanarsi senza pietà?
  • Che fine avranno fatto i due ragazzini italiani che per festeggiare la laurea hanno compiuto un viaggio on the road di 40 giorni?
  • Quali motivazioni spingono le fanciulle a serbare rancore, mentre i maschi risolvono tutto con una serie di vaff. e finisce lì?
  • Cosa contiene in realtà la Fanta americana?
  • Perché quando vedo le foto degli altri ad Alcatraz un lungo brivido mi corre dietro l… aiutoooooooooooooooooooooo
  • Quanto dovremo attendere affinché Lauretta vada al lavoro con una bandana del tipo “Wow, wow, sono concittadina del Tiziano nazionale!!!”?
  • Quale tormentato rapporto si è instaurato fra il Trevigiano e il balsamo?
  • Può essere definita “grande nazione” quella che abbandona al loro destino i propri veterani?
  • Com’è che i balletti in auto di AC sono diventati un trend-topic?
  • Perché un cinesino, sul volo verso Los Angeles, ha ordinato latte e ghiaccio?
  • Cosa è realmente accaduto nella Dodge dei 6 pesi al passaggio nel tunnel dello Zion?

… ma soprattutto…

  • Quale oscuro personaggio si nasconde dietro il manzoniano appellativo di “Innominabile”???

L’ALFABETO DELLA VACANZA

A come Alba: la sveglia era sempre fra le 5 e le 6. Dormire fino alle 7? Un extralusso.

B come Benzinai con il Market: con loro, un rapporto intenso e passionale.

C come Cassa comune: la cassiera ha avuto otto esaurimenti nervosi, ma i conti sono tornati, alla fine.

D come Dodge: un nome, una garanzia di lentezza in salita.

E come “Eccheccavolo fai, secondo te mi nascondo nell’armadio per divertimento???”.

F come Freno a mano: una parola è troppa, e due sono poche.

G come Ghe Sboro! Espressione idiomatica veneziana che denota stupore, rimprovero e apprezzamento. Nel senso: tu usala a priori, andrà bene comunque!

H come Hamburger: di tutti, per tutti, a tutti.

I come Ideale, il clima americano durante i 23 giorni. Pensavo molto peggio.

K come Koa: il migliore, quello di Moab con docce e bagno nella stessa stanza.

M come Moab: tre notti, acqua, rafting, Colorado, locale di lesbiche, eccetera.

N come Numerose, le collezioni di magneti (due uguali, mannaggia!), magliette, sacchetti del Prof in vacanza.

O come Operativi: il grido di battaglia.

P come Prof: ben tre nel gruppo; le due femmine sono state persone squisite.

Q come Quando faremo una rimpatriata? La attendo già con impazienza. Ovviamente da Lauretta al Pier 2.0!

R come Refill: utilissimo anche per l’ambiente, infatti in Italia non esiste.

S come Suite: c’è chi può, e chi no. Chinò San Pellegrino: soggiorna fuori dal coro.

T come Tenda: sette notti scivolate via con disagi relativi. Pensavo peggio.

U come Un Mese: è già trascorso tanto tempo dalla partenza.

V come Viaggi e Avventure nel mondo: bell’esperienza, la ripeterò.

Z come zzzzzzz: appena toccavamo il materasso, crollavamo. Forse.

DIAMO I NUMERI!

4 Dodge (staffetta rossa-bianca)

7 notti in tenda

8 stati attraversati: California, Utah, Nevada, Wyoming, Arizona, Colorado, Idaho, Montana

8 notti in cui AC ha dormito con donne

16 anime belle

23 giorni di viaggio

25 dollari la spesa media per un pasto

40 minuti in media, la sosta serale al bagno di un membro del gruppo

59 video di sicuro impatto

131 versi scritti dal cantore

246,6 km percorsi a piedi

1431 foto

1890 data di istituzione del Parco Nazionale di Yosemite

1937 anno di inaugurazione del Golden Gate Bridge

7800 km macinati in auto

8992 kmq l’estensione del Parco di Yellowstone (istituito nel 1872)

 

LIRICA AMERICANA IN SALSA FARWEST

Arriviamo in campeggio, è quasi buio

una voce sommessa, sappiamo chi sia,

“A chi appartiene questo materassino?”

F, ahimé, non era mai sicuro.

Nuovo giorno per il boss della fotografia

l’Innominabile con il suo cavalletto è ormai lontano.

Panorami che lasciano a bocca aperta,

ogni dì è stata una preziosa scoperta,

“Vaccaboia, che spettacolo meraviglioso!”,

esclama la Gatta col suo entusiasmo contagioso,

seguita da Jack, amica di una vita,

mentre la Biologa è sparita,

sarà andata a scattare foto ai fiori,

giusto fissare nei ricordi questi splendidi colori.

In fondo l’esercito dei selfie lo siamo davvero,

dobbiamo prender lezioni da M, è vero,

o forse da T per l’efficienza,

noi che sempre ritardiamo la partenza.

Un urlo dal nulla: “Siete operativi???”,

il Coordinator ci spinge ad esser proattivi,

a svegliarci all’alba senza rimpianti,

lasciando ad altri sveglie accomodanti.

La Scalatrice osserva una casa: “Qui ci vivrei!”,

hai scelto San Francisco, baby, mica Ortisei!

Nooo, il Trevigiano nei bagni femminili è entrato,

ben presto da lì sarà defenestrato.

L bionda lo osserva perplessa,

si domanda: “Ahò, ma che storia è questa?”.

Lauretta guida la Dodge con perizia,

donna incapace di qualsivoglia malizia,

ama in foto farsi ritrarre,

il Coordinator non si fa certo pregare.

Teddy il tenerone prosegue diritto,

ama precipuamente il piatto ricco,

insalata, hamburger, pollo, cosa importa?

di energie per il cammino vuol avere ampia scorta.

Ecco Viva Napoli, personaggio rilevante,

con la sua umanità ha reso ognuno importante.

Chiudiamo la poesia con una fanciulla rara

Miss Matematica mi fu e mi sarà in perpetuo cara,

modalità sorriso sempre attiva,

forse da un altro pianeta costei arriva.

Signore e Signori, si chiude l’avventura

è stata intensa, esaltante, a volte dura.

Avrete sempre un posto speciale nel mio cuore,

ora poso la penna e vi abbraccio, da buon cantore. 

AC

E’ stato uno dei viaggi più emozionanti, quelli che si depositano nello scomparto dei ricordi e da lì non escono mai più. E se lo rimembrerò a vita con tale piacere, è merito anche dei miei quindici, splendidi compagni di viaggio. Vi voglio bene, ragazzi.

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Alessandro Craviotto

IL MESTIERE DELL’ARTISTA: TIZIANO FERRO A SAN SIRO


Un grande show di un Artista con la A maiuscola. Così possiamo definire l’esibizione di Tiziano Ferro a San Siro per la seconda delle tre date milanesi.

Qui troverete le personalissime sensazioni di un ragazzo che ha iniziato a seguire Ferro quando non era nemmeno alle Superiori e continua oggi, con tre anni di lavoro alle spalle.

Pronti, partenza… Tiziano!

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Il Mestiere Della Vita: un palco sopraelevato da cui sgorga una cascata d’acqua scandisce l’inizio dello show. Tiziano è in forma, così come i suoi fan; l’emozione è palpabile sia nello stadio che nella canzone (E fuggirò da questi sguardi / perché non percepiscano / i dolori che ho taciuto / e che mi seppelliscono).

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“Solo” è solo una parola: è vero, spesso molti irridono la solitudine, ma stare bene anzitutto con se stessi è una vera sfida, in un mondo bombardato da notizie, ultimamente di segno per lo più negativo.

L’Amore è Una Cosa Semplice: un progressivo crescendo che esplode nel secondo ritornello in una delle mie canzoni preferite; difficile trovare parole più azzeccate e più definitive di queste: ti verrò a prendere con le mie mani / e sarò quello che non ti aspettavi / sarò quel vento che ti porti dentro / e quel destino che nessuno ha mai scelto. Ferro ci mette passione genuina, e tutti apprezzano cantando come se non ci fosse un domani.

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Valore Assoluto: nella vita conta avere certezze, e mai nessuno come Tiziano in persona lo sa. Come ha ribadito più volte durante il concerto, i suoi fan sono un punto fermo ed è palpabile la sua emozione, mista quasi ad imbarazzo, quando li ringrazia.

Il Regalo Più Grande: scoperta solo di recente, è un gran pezzo molto amato dal pubblico. Non importa ciò che dice la gente, bensì vivere in pienezza ciò che la vita offre, dal punto di vista sentimentale ma non solo.

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R&B Medley (My Steelo – Hai Delle Isole Negli Occhi – Indietro): l’anima R&B di Tiziano emerge in questo medley di sicuro impatto, anche se Indietro avrebbe meritato un’esecuzione completa. Anni fa Tiziano diceva che il brano aveva acquistato senso solo grazie all’intervento di Ivano Fossati.

La Differenza tra me e te: altra canzone trascinante che non potrà mai mancare dalle scalette. L’ingresso di una batteria martellante eppure discreta rende il brano molto adatto ad essere cantato tutti insieme. Chi, d’altronde, non si tortura e non si domanda il perché di fronte agli accadimenti della vita? In ogni caso, amore mio dolcissimo, anche se ignori quello che io provo per te, sappi solo questo: ma se un bel giorno affacciandomi alla vita / tutta la tristezza fosse già finita / io verrei da te. Te lo giuro, piccola.

Ed ero contentissimo: è stato probabilmente il momento clou della serata insieme al brano successivo, in cui Ferro ha dato il meglio di se stesso al pari del pubblico, che l’ha vissuto in modo viscerale, forse immaginando di essere ad Amsterdam e non nella sempre afosa Milano.

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Sere Nere: doppietta micidiale per un classico del repertorio del cantautore di Latina. Piuttosto facile anche qui narrare di una simbiosi totale fra cantante e stadio: tutti hanno vissuto sere difficili in cui non c’era né tempo né spazio per pensare ad altro. Moltissime ragazze commosse alla fine del brano, per inciso.

Xdono: un tuffo nelle origini del Tiziano nazionale, per un brano che invita a muoversi lasciando ad altri l’immobilismo reale e metaforico. Canzone, fra l’altro, scritta da un ventenne su una panchina di Latina ad inizio inverno. Boom!

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Medley Electro Dance (Il Sole Esiste Per Tutti – Senza Scappare Mai Più – E Raffaella È Mia): momento di grande tensione emotiva, iniziato con un’esortazione a coloro che non sono baciati dal sole ad uscire dall’ombra in cui sono confinati e culminato nella sempre orecchiabile (e danzabile) canzone dedicata a Raffaella Carrà, che aveva preso parte al video originale.

Ti Scatterò Una Foto: braccia al cielo dondolano accompagnate dalle torce dei cellulari per scandire ogni singolo fotogramma di questo brano. Chi scrive lo custodisce gelosamente nel cuore, in quanto colonna sonora ufficiale dell’ultimo anno scolastico targato 2007. Brividi!

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Acoustic Medley (Imbranato- Troppo Buono- E Fuori è Buio): ogni artista dichiara di amare particolarmente il momento acustico, qui provvisto della straordinaria voce di Tiziano e due chitarre, che regalano splendidi assoli in tre piccole gemme da preservare con cura.

Tiziano ha fatto salire sul palco una ragazza romana, Mary, per condividere con lei lo spettacolo di San Siro stracolmo. Superfluo aggiungere che lei era sopraffatta dall’emozione.

Per Dirti Ciao!: è nata dalla richiesta di una sua fan, rimasta vedova giovanissima, che gli ha raccontato quanto il destino sia stato crudele con lei. Ne è uscito un componimento toccante e prezioso. Il sottoscritto, con un groppo in gola, dedica queste parole ad una persona a lui cara che non c’è più: guardami affrontare questa vita / come fossi ancora qui.

La Fine: complesso non identificarsi anche in questa canzone, che coltiva la segreta speranza che il domani sia un giorno migliore in un presente poco gratificante. È stata scritta in collaborazione con Nesli.

Lento\Veloce: il vero tormentone di questa estate, che tutti avranno udito almeno una volta. In effetti l’entusiasmo è trascinante, soprattutto per un ritornello che poco ha a che spartire con il resto della canzone. Tacciamo del video trash girato a Las Vegas e godiamoci le ragazze che ancheggiano al ritmo (ora lento ora veloce) del concerto.

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Rosso Relativo: quali sorprese avrà regalato il destino alla famosa Paola? Sarà sempre la dama del castello? Oppure solamente la preda dentro il bosco? I dubbi rimarranno tali al pari della gioia di fronte a questo pezzo evergreen sempre vitale ed energico.

Stop! Dimentica: il video girato da due finlandesi non aveva soddisfatto la produzione, undici anni fa, la canzone al contrario ha suscitato entusiasmo a San Siro. A volte è necessario azzerare, ripartire e dimenticare…

Xverso: brano ingiustamente sottovalutato da critica e parte dei fan. Quelli della prima ora invece lo hanno ballato in preda ad un invasamento bacchico autorizzato dal testo: il fatto è che tu sai cosa cerco / collo spalle mento / sono un bastardo cronico / stringimi forte / il petto mi sorride xverso.

Alla Mia Età: grande tristezza che riflette il periodo in cui l’album omonimo è stato concepito. Ognuno dovrebbe avere il diritto di esprimere le proprie emozioni, anche piangendo.

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L’Ultima Notte Al Mondo: efficace il riferimento alla purezza della neve (Ho incontrato il tuo sorriso dolce / con questa neve bianca adesso mi sconvolge / la neve cade e cade pure il mondo) mescolato come di consueto ad un’autoconsapevolezza profonda di essere umano fallibile ma tenace (io posso capire al mondo quanto è inutile / odiarsi nel profondo!).

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Mi sono innamorato di te: brano di Tenco con cui ha deliziato Sanremo, che gli ha tributato un appassionato e sincero omaggio.

Incanto: lasciamo che sia il testo a parlare senza aggiungere nulla: tu che anche nel difetto e nell’imperfezione / Sei soltanto… incanto, incanto. (…) E se sono insicurezze, entusiasmi e poi silenzi / il mestiere dell’amore al tramonto nei tuoi occhi / il coraggio in una frase che fa paura / il rancore nelle storie maturato nel silenzio. 

Lo Stadio: giusto avviarsi alla conclusione con questo pezzo che ha invogliato tutti a battere le mani, a saltare, a segnalare all’universo l’esistenza di persone che non hanno paura ad unirsi nonostante i terroristi provino a dividere e terrorizzare.

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Il Conforto: il bis inizia con questo brano elettronico che ovviamente sarebbe perfetto con l’interprete femminile originale, al secolo Carmen Consoli. Applausi e abbracci reciproci alla conclusione.

Non Me Lo So Spiegare: Tiziano torna sul palco sopraelevato per intonare insieme al suo popolo non ancora domo un cavallo di battaglia. E la mente ritorna lì, al 2003: scuola, ansie, preoccupazioni, speranze per il futuro… sono trascorsi quattordici anni. Siamo soddisfatti del nostro percorso di vita?

Potremmo Ritornare: conclusione melodica con una canzone potente, vera, con una chiusa di chitarra elettrica assolutamente efficace. Su le mani e in alto i cuori: passo la vita sperando mi capiscano / amici, amori, affini prima che finiscano / e ancora sempre solo una strada, la stessa / scelgo sempre la più lunga, la più complessa (…) diglielo in faccia a voce alta di ricordare quanto eravamo belli / e di aspettare perché potremmo ritornare. Oh sì, sappiamo bene che sia tu che noi ritorneremo…

Il concerto si chiude con Tiziano Ferro che si immerge nella cascata d’acqua e saluta il pubblico in estasi, mentre le due chitarre benedicono la serata trionfale, giusto premio ad una band che forse avrebbe meritato un riconoscimento esplicito maggiore.

Ecco la composizione della squadra: Luca Scarpa (piano e direzione), Davide Tagliapietra e Alessandro De Crescenzo (chitarre), Reggie Hamilton (basso), Christian Rigano (tastiere), Andrea Fontana (batteria).

Tiziano Ferro Pride a Milano: la recensione del concerto a San Siro

Arrivederci, Tiziano Ferro!

Milano,

17/06/2017

AC

 

TUTTOSERIE A 2016-17


Dopo alcuni anni (LA JUVENTUS E’ TORNATA. PUNTO., SERIE A 2013-14), torno a occuparmi della Serie A, con un bilancio conclusivo. Siamo onesti, non è stata una stagione esaltante, anzi diciamo pure mediocre, con numerose squadre senza obiettivi già a metà stagione. Unica nota di consolazione, è stato un campionato molto ricco di gol, sebbene i vincitori abbiano avuto, come da tradizione, la miglior difesa (27 reti subite, che in assoluto non sono poche).

Vai con il Pagellone!!!

Atalanta 8,5: che grande campionato, che grande Gasperini! Fatelo lavorare tranquillo, e lui ti sforna annate come questa! Una squadra ricca di giovani messa in campo con intelligenza dopo un inizio claudicante; la rinuncia forzata a Gagliardini non ha minimamente intaccato le geometrie, segno dell’intelligenza tattica dell’allenatore. Con tutta probabilità, nonostante la qualificazione europea, i pezzi pregiati saranno venduti: per questo il prossimo anno sarà complicatissimo. Top: Papu Gomez (al netto di canzoni varie). Flop: Paloschi.

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Bologna 6-: leggi la composizione della rosa, e pensi che non avranno problemi a salvarsi. In effetti troppi patemi non ci sono stati, ma alcune mediocri prestazioni si sono viste eccome. Donadoni ha avuto la saggezza necessaria per condurre in porto la nave, ma occorre trovare maggiore qualità e maggiore determinazione, perché alle prime difficoltà la squadra si squagliava. Top: Krejci. Flop: Viviani.

Cagliari 6,5: in Sardegna non conoscono mezze misure: vittorie roboanti e sconfitte altisonanti. Impressionante il numero di gol subiti (76), una delle squadre peggiori d’Europa. Per fortuna l’attacco ha ingranato da subito e Borriello ha preso sul serio la scommessa con Bobo Vieri, dimostrando di essere lontano dalla pensione. Dalle tensioni interne allo spogliatoio, dubito che Rastelli possa rimanere. Top: Borriello. Flop: Salamon.

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Chievo 6,5: una stagione seria, per quanto la stagione sia stata scandita da numerosi passaggi a vuoto soprattutto in assenza di stimoli esterni. Dobbiamo considerare inoltre che il bacino di utenza dei veronesi è degno delle serie inferiori; eppure l’artigiano Maran – meritevole di ben altra panchina, a giudizio di chi scrive – ha mantenuto la mente fredda e scoperto che Inglese tutto sommato in A ci può stare, dopo stagioni di anonimato. Il cuore Chievo è comunque rappresentato dai vecchi leoni Sorrentino e Pellissier. Top: Inglese. Flop: Izco.

Crotone 7+: dopo circa 25 (!!!) partite di rodaggio, hanno iniziato a raccogliere punti senza che nessuno, Juve scudettata a parte, riuscisse a fermarli. Complimenti alla dirigenza per aver resistito alla moda dell’esonero facile; tale pazienza è stata ripagata dal gran lavoro di Nicola, che a inizio febbraio dichiarava sconsolato “nessuno vuole venire a Crotone”. Meglio così, no? Top: Falcinelli. Flop: Palladino.

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Empoli 5: onestamente hanno meritato la retrocessione. La squadra ha pagato soprattutto una costante abulia offensiva, nonché un eccesso di sicurezza dopo le illusorie vittorie a Firenze e Milano sponda rossonera. Martusciello non è riuscito a frenare il tracollo verticale dell’ultimo periodo, quando dalla Calabria giungevano notizie infauste per l’ambiente empolese. Il Presidente Corsi saprà comunque ripartire ancora una volta, investendo sui giovani, vero marchio di fabbrica della società. Top: Pasqual. Flop: Maccarone.

Fiorentina 5,5: nel calcio contano i dettagli, dicono in tanti. Quindi avere un allenatore separato in casa già dall’inizio dell’anno non è proprio un dettaglio. Il problema dei Viola è in realtà atavico: la proprietà non riesce (o non vuole) fare un salto di qualità verso l’alto, ma allestisce quasi sempre una formazione che si distacca dal gruppone di centro classifica. Con un surplus di convinzione e di voglia, il sesto posto sarebbe stato a portata, visti gli ultimi risultati delle milanesi. Che faranno ora i Della Valle? Top: Chiesa. Flop: Saponara.

Genoa 5: smontare e rimontare la squadra non sempre riesce, ma i tifosi del vecchio Grifone sono abituati a salvezze all’ultimo tuffo: per loro i veri patemi sono altri, per esempio trovarsi Milanetto in società. Detto di una salvezza raggiunta più per demeriti altrui che meriti propri, urge un chiarimento fra tifosi e Presidente: Preziosi sarebbe più che lieto di lasciare la barca, ma all’orizzonte non appaiono progetti seri. Si preannuncia un’estate rovente, priva di qualsiasi certezza. Top: Simeone. Flop: Cofie.

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Inter 5-: la qualità degli interpreti, almeno sulla carta, è elevata: da zona Champions, per intenderci. Le mosse della dirigenza quantomeno opinabili. Serve un riepilogo veloce veloce? Mancini via, dentro De Boer cui servirebbe un minimo di apprendistato, invece no, dentro Pioli dopo un interregno di Vecchi, che ritornerà per finire il campionato. Problemi: Ausilio non è un dirigente molto capace, Icardi capitano non si può vedere. Spalletti è una scelta sensata, la cui sfida sarà dare un’anima vera alla squadra. Top: Perisic. Flop: Murillo.

Juventus 9: ha ragione Buffon, vincere dopo tanti trionfi è sempre complicato, perché richiede massima concentrazione, impegno e dedizione. In effetti questo ennesimo Scudetto è stato più complicato di quanto sembri; Allegri ha gestito alla grande il gruppo, modificando quando necessario e accumulando fieno in cascina nel decisivo periodo invernale. Pare comunque opportuno un ringiovanimento della rosa per evitare la sindrome da “pancia piena”. Top: Higuain. Flop: Lemina.

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Lazio 8: ottima stagione, migliore di quella che avrebbe potuto disputare con un umorale quale Bielsa è. Sugli scudi Simone Inzaghi, capace di valorizzare tanti giocatori, primo su tutti Immobile che a Roma sembra aver trovato la propria dimensione ideale. Ora tutti i fari sono puntati su Biglia e Keita: rimarranno o andranno via? Più verosimile la seconda ipotesi. Top: Immobile. Flop: Felipe Anderson.

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Milan 7: ultime prestazioni in campionato sono state abbastanza scadenti, per cui la conquista del piazzamento europeo è avvenuta sostanzialmente per inerzia. In calce, naturalmente, la firma ben evidente di Montella, che ha spremuto il massimo da un gruppo di “scappati di casa”, come ha fatto notare giustamente Cassano. Da risolvere al più presto la questione Donnarumma, che verosimilmente rimarrà nonostante il suo potente manager. Ora che è avvenuto il closing, piovono indescrezioni di un mercato di alto profilo: chi vivrà, vedrà. Top: Donnarumma. Flop: De Sciglio.

Napoli 8: davvero poco da rimproverare, se non qualche punto lasciato qui e là (vedi pari interno con il Palermo) che alla fine si è rivelato decisivo. Il passo successivo si chiama Scudetto, per il quale serve limare alcuni dettagli: first of all, esibire la medesima ferocia in tutti i match e limitare al massimo gli screzi fra Sarri e De Laurentiis, circostanza alquanto improbabile. Tra i vari reparti, appare la difesa quello maggiormente bisognoso di un maquillage. Top: Mertens. Flop: Maksimovic.

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Palermo 4: ci avevano provato già l’anno scorso, ma finalmente quest’anno sono riusciti a rispedire una gloriosa piazza in Serie B. Solo gli ultimi match hanno ridato un minimo di dignità ad un gruppo mal assemblato e gestito peggio. Tutti sono in attesa che Baccaglini scopra le carte e riveli l’identità degli investitori in grado di dare un futuro ai rosanero. Top: Nestorovski. Flop: Diamanti.

Pescara 3,5: una squadra improbabile, improponibile a certi livelli, che nemmeno Zeman ha saputo rimotivare: proverà a farlo nella Serie cadetta. Difesa fragile, per la quale Bizzarri si è rivelato un peso più che un fattore, centrocampo evanescente, attacco potenzialmente interessante ma privo di chilogrammi ed esperienza. Per fortuna c’è paracadute, recita un antico proverbio. Top: Coulibaly. Flop: Bizzarri.

Roma 8+: quali appunti muovere ad una squadra che accumula 87 punti ma arriva seconda? Vero, sette sconfitte sono troppe. Vero, l’ambiente non agevola. Vero, la diatriba Spalletti-Totti ha fatto sprecare energie. Eppure la media-punti è da Tricolore. Giusto che Totti saluti, forse indurrà ognuno ad assumersi le proprie responsabilità. Al netto dei prevedibili ribaltoni di mercato, starà a Di Francesco alzare ancora l’asticella, magari esibendo una Roma europea migliore. Top: Nainggolan. Flop: Vermaelen.

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Sampdoria 7: a Giampaolo si chiedeva questo, una salvezza tranquilla e la valorizzazione dei giovani, target che il capace allenatore nato in Svizzera ha centrato in pieno. Per puntare più in alto occorre eliminare gli scialbi pareggi interni e allestire una rosa competitiva, nella consapevolezza che la base è già buona, come dimostrano le due incursioni vittoriose nella disastrata Milano calcistica. Top: Schick. Flop: Sala.

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Sassuolo 6: annate del genere – fra infortuni, Europa e i dolori del giovane Berardi – rischiano di trasformarsi in un disastro chiamato retrocessione. Per fortuna di Squinzi e dei suoi milioni, Di Francesco ha operato cambi tattici in corsa e risollevato un gruppo che in alcuni momenti dell’anno è parso molto fragile dal punto di vista psicologico. La mossa successiva sarà individuare il giusto profilo per la panchina, in quanto Eusebio ha meritatamente le valigie in mano. Top: Pellegrini. Flop: Ricci.

Torino 6,5: forse i tifosi avrebbero auspicato l’Europa, ma il Torino di quest’anno è stato innanzitutto vittima delle proprie tendenze autolesionistiche. Punti persi in modo inspiegabile e crisi di nervi del tarantolato Sinisa inficiano solo in parte il giudizio complessivo, in cui spicca la vena di goleador puro di Belotti, chiamato l’anno prossimo a ripetere – preferibilmente non cambiando casacca – l’exploit come trampolino di lancio per Russia 2018 e per un top club. Top: Belotti. Flop: Iturbe.

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Udinese 6: son lontani i tempi delle qualificazioni ai preliminari della Champions con il maestro di calcio Francesco Guidolin. Negli ultimi anni gli scout friulani non hanno trovato diamanti ma soprattutto è stata errata la scelta dell’allenatore. Considerati i tempi di vacche magre, riconfermare Del Neri parrebbe una soluzione sensata, così come lasciar partire tutti coloro che non si sentono più dentro al progetto. Top: Badu. Flop: Heurteaux.

Siete d’accordo? Siete contrari? Scatenatevi!

P.S.: complimenti alla Spal per il meritato ritorno in Serie A!

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AC

 

FRAMMENTI GENOVESI


Dopo la prima parte della Craviocommedia (eccola: LA CRAVIOCOMMEDIA. CANTI I-IV) e il primo vero post di poesie (IO SCRIVO POESIE…), vi propongo altri componimenti da me scritti dal 2005 in avanti. Essi affrontano varie tematiche, dall’amore alla guerra, e traggono ispirazione dai fatti e dalle sensazioni più disparati.

Non mi resta che augurarvi Buona Lettura!

VORREI

Vorrei scriverti sempre

e ricevere risposte entusiaste.

Vorrei incontrarti in centro,

passeggiare insieme nel Parco di Nervi,

ridere in compagnia dello sciabordio

delle onde marine, oh sì.

Vorrei osservarti appisolata sul treno,

scrutare nelle pieghe recondite

delle tue fantasie mute.

Vorrei invitarti a cena,

gustare, affamati, piatti eccezionali,

sederci sulla panchina al chiaro di luna,

baciare le tue labbra desiderose di me.

Vorrei essere il tuo uomo ora e per sempre,

trovare nel tuo sguardo la scintilla,

fare l’amore con te e solo con te.

Vorrei abbracciarti quando sei triste,

accarezzarti le guance quando piove,

sorprenderti quando meno te l’aspetti.

Vorrei che tu fossi felice con me,

dipingere insieme un futuro luminoso.

Questo vorrei, amore mio dolcissimo.

 

ITALIA

Italia mia, benché il parlar sia superfluo,

ti voglio dedicar questa tenzon.

Osserva i cittadini svogliati,

le tenere fanciulle spaurite,

gli uomini spesso criticati:

aiuta tutti questi a ridestarsi,

a godere di te come il primo giorno.

Sei stata la patria, la terra,

dei Romani, stirpe valorosa:

hai visto fiorire poeti illustri,

Dante, Petrarca, Tasso.

Per non parlare di coraggiosi uomini,

Mazzini, Garibaldi, e molti altri.

Non dimenticarti del tuo passato,

non ribellarti per quel che vissuto

è stato da persone crudeli,

che nel tuo grembo hanno scavato,

martellato, penetrato e perlustrato.

Credi nel rispetto delle tue risorse,

teniamo a non dissipare le tue scorte,

tu che ci alimenti fino alla morte.

Abbi fiducia in noi,

e io prego la mia piccola canzon

di giungere a tutti voi.

 

T COME TERRORISMO

Dobbiamo essere uniti più che mai:

questa lotta non ammette incertezze.

Popoli tutti, sostenete questo mio lamento,

è un no, un NO fermo al terrorismo.

Ormai “sicurezza” è un’utopia.

Per questo bisogna premunirsi,

prevenire meglio che curare, no?

Attenzione, monitoraggio, forza d’animo:

sono i requisiti per uscire vincitori.

Non basta condannare, serve agire!

Politici, dateci una mano,

se vogliamo un mondo migliore,

bisogna che ci impegniamo.

 

DEVO DIRTELO

Tutti sappiamo che vivere non è facile,

per questo dico: “Grazie mille, ho la salute!”

Talvolta mi cattura un’inspiegabile gelosia,

vorrei portarti in orbita

e rivelare al mondo che io sono te,

mentre canto a squarciagola: “Benvenuto, giorno!”.

Misterioso è quello che le donne non dicono,

coraggio, confessa: come mi vorresti?

Posso diventare Don Chisciotte,

o affittare per te una Piazza Grande,

mia piccola e divina Alice.

Lo sai, mi ritorni in mente sempre,

ogni sabato pomeriggio che passo da solo,

affogando nel mare immenso dei miei ricordi.

Certe notti, quando sei accanto a me,

si sveglia nel mio io un brivido felino:

e se fosse per sempre?

Un bacio veloce, in auto, e sono già solo:

logico ripensare al mondo insieme a te,

che fra tutte le donne sei la mia stella,

l’unica con cui posso volare, oh oh…

Alla mia età tutto è concesso,

uscire di casa con destinazione paradiso,

venire da te, il mio canto libero,

e sussurrare: “Resta come sei, ti prego,

e amami: è una vita che io lo faccio”.

 

SPARATA HO LA CHIOMA (primo sonetto!)

a Ugo

 

Sparata è la chioma, ho un neo sul viso,

alto a sufficienza, barba un po’ incolta,

tu mi sorridi? Io ricambio il sorriso,

rompo il ghiaccio, la timidezza s’è tolta.

 

Gli spunti son tanti, dal calcio a Narciso,

indifferenza, via da me stavolta!

Gambe resistenti, passo deciso,

a te vita, ho la mente rivolta.

 

Vestito alla moda col naso importante,

lotto col cuore, agisco con passione

cara fantasia, sei la mia unica dea.

 

L’aspetto, vedi, sa esser intrigante,

voglio una tregua, asfissiante ragione!

Conosci Alessandro, o volgo ignorante?

Alessandro Craviotto

CLEOPATRA, LA REGINA DEI DUE MONDI


AMMALIÒ CESARE…

Scrive Stacey Schiff, biografa di C.: “Fu l’ultimo grande sovrano egiziano. Per un breve istante tenne tra le sue mani il destino del mondo occidentale”.

Plutarco, nella Vita di Antonio, descrive così il fascino emanato da C.: “A quanto dicono la sua bellezza in sé non era del tutto incomparabile né tale da colpire chi la guardava; ma la sua conversazione aveva un fascino irresistibile, e da un lato il suo aspetto, insieme alla seduzione della parola, dall’altro il carattere, che pervadeva contemporaneamente i suoi colloqui, erano un pungiglione penetrante. Dolce era il suono della sua voce quando parlava; la lingua, come uno strumento musicale dalle molte corde, la piegava facilmente all’idioma che voleva usare (…). Dicono anche che conoscesse la lingua di molti altri popoli, mentre i re precedenti non si erano sottoposti nemmeno ad apprendere l’egiziano e alcuni avevano dimenticato anche il dialetto macedone“.

La sua ascesa al potere non ci deve stupire: secondo un’usanza egiziana, qualora alla morte di un sovrano l’erede sia troppo giovane per assumere la guida del Paese, il titolo passa alla moglie. Inoltre la società egiziana è matrilineare: i passaggi di eredità avvengono per linea femminile e le donne possono partecipare alla vita politica.

“Gloria di suo padre”: questo è il significato in greco del nome C.. È la settima principessa in Egitto a portare tale nome. Ella discende dalla famiglia greco-macedone che da dieci generazioni governa in Egitto, i Tolomei. L’Egitto in cui C. cresce è un paese che vive all’ombra di Roma: un’ombra che si fa sempre più minacciosa.

Nata nel 69 a.C., non sappiamo quasi nulla dell’infanzia di C. Possiamo tuttavia ipotizzare che la futura regina nasca nel palazzo di famiglia ad Alessandria. Suo padre è il faraone Tolomeo XII e la madre è probabilmente una concubina che frequenta la corte; verosimilmente non compie un passo senza essere seguita dalla scorta. I suoi giochi? Bambole di terracotta, di tela o di legno dipinto, dadi, cavalli a dondolo…

Dopo la morte della sorella maggiore Berenice nel 55 a.C., C. è destinata al trono d’Egitto e a tale scopo viene educata. La sua formazione è prevalentemente umanistica: impara a leggere l’alfabeto greco e conosce a memoria interi canti dei poemi omerici.

Nel 51 a.C. il padre di C. muore: la ragazza ha ora diciott’anni. Ella sale al trono insieme a suo fratello (Tolomeo XIII, di dieci anni), con cui nel frattempo si è sposata. Inizia un tour del Paese per farsi conoscere: pare che, unica dei Tolomei, impari l’egiziano per non comunicare tramite interpreti. Dopo aver aiutato il popolo egiziano in difficoltà per via di due pessime stagioni di raccolti, C., a causa della gelosia del fratello, è costretta a fuggire da Alessandria per trincerarsi in una tenda nel deserto protetta dal suo esercito.

Nel frattempo Pompeo è giunto in Egitto: forse dietro suggerimento del consigliere Potino, Tolomeo ha la malaugurata idea di ucciderlo e di presentarne a Cesare la testa mozzata: il condottiero romano non approva. Tuttavia, prima di compiere qualsiasi mossa, decide di convocare a Palazzo sia Tolomeo che C.: l’Egitto è troppo importante per Roma. La regina, dal canto suo, preferisce raggiungere la corte di nascosto: si nasconde su una piccola barca e poi dentro un sacco di canapa. Uscirà dal sacco proprio davanti a Cesare, di cui possiamo solo immaginare la reazione prima stupefatta e poi estasiata… Fra i due è scattata la scintilla, e Tolomeo non può fare nulla per modificare la situazione: una sua disperata azione militare si risolverà con la morte. C. sa di poter contare ora su un alleato molto potente. Cesare la sostiene nel controllo dell’Egitto (nominandola regina), mentre lei fornisce aiuto economico alle sue ambizioni politiche. Nel 47, a suggello della relazione, nasce il figlio Tolomeo Cesare, meglio noto come Cesarione. Qualche settimana prima della nascita, Cesare riparte alla volta di Roma, lasciando dodicimila legionari a difesa del regno di C, che lo raggiungerà dopo pochi mesi. Rimarrà a Roma per i due anni successivi, mantenendo un basso profilo per evitare i pettegolezzi. Dopo l’uccisione di Cesare, C. ritorna a casa in tutta fretta, apparentemente scossa per aver perso il difensore degli interessi del suo paese. Non è tutto, perché ben presto apprenderà che Cesare non ha lasciato nulla né a lei né a Cesarione: l’unica soluzione è quella di aspettare tempi migliori.

… MA ANCHE ANTONIO

Poco tempo dopo la morte di Cesare, Antonio, giunto in Oriente, chiede di incontrare C. per verificarne le reali intenzioni. Scrive Plutarco nella Vita di Antonio: [Cleopatra] si presentò ponendo le maggiori speranze in se stessa, negli incanti, nel fascino e nelle attrattive che possedeva. […] Ella stava sdraiata sotto un padiglione ricamato d’oro, ornata come appare Afrodite nei dipinti. […] Una gran folla accompagnava il battello seguendolo fin dalla partenza su entrambe le rive, mentre altri scendevano dalla città a vedere lo spettacolo. […] In tal modo dunque ella catturò Antonio”.

Più prosaico lo storico romano Appiano: “Subito Antonio si innamorò di lei come un ragazzo, sebbene avesse già quasi quarant’anni”.

I due amanti avranno presto due gemelli, Cleopatra Selene (in greco “luna”) e Alessandro Helios (in greco “sole”). Antonio, fra un banchetto e l’altro, sta organizzando la guerra contro i Parti, per la quale l’Egitto fornirà la propria flotta. Prima di affrontare il nemico, il generale deve tornare a Roma perché è mancata la moglie Fulvia: secondo alcuni è morta di crepacuore per la relazione adulterina del marito con C.. In ottemperanza agli accordi di Brindisi, nel 40 a.C. Antonio sposa Ottavia, la sorella di Ottaviano.

Passano tre anni, e Antonio si reca nuovamente in Oriente per attaccare i Parti: incontra C., ed è ancora amore. I due si sposano nonostante Antonio sia legato ad Ottavia; nell’occasione egli dona alla regina egiziana alcuni possedimenti romani in Oriente. Entro breve tempo alla coppia nascerà un nuovo figlio, Tolomeo Filadelfo. La guerra contro i Parti si concluderà con un totale insuccesso a causa del tradimento del Re d’Armenia, che di lì a poco sarà conquistata per vendetta.

Date tali premesse, si può comprendere come a Roma Ottaviano abbia buon gioco a denigrare il rivale, che si è appena fatto incoronare sovrano d’Armenia insieme alla consorte: Antonio ha a cuore gli interessi dell’Egitto, non quelli di Roma.

La battaglia di Azio del 31 a.C. sancisce la sconfitta di Antonio e Cleopatra: i due amanti si daranno la morte a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. La leggenda vuole che C., troppo orgogliosa per accettare di essere portata a Roma da Ottaviano, si faccia mordere da un aspide nascosto in una cesta di fichi. Su un braccio della regina sono rinvenute due punture; tuttavia il serpente non sarà mai trovato, né i medici riscontreranno alcuna traccia di veleno nel suo organismo.

Ancora Plutarco ci ha lasciato uno splendido monologo di C. sulla tomba di Antonio: “O amato Antonio, poco fa ti seppellivo con mani ancora libere; ora libo prigioniera e sorvegliata affinché non deturpi né con i colpi al petto né con lacrime questo corpo schiavo, conservato per i trionfi che si celebreranno su di te. Non aspettare altri onori o libagioni; questi sono gli ultimi di Cleopatra trascinata via prigioniera. In vita nulla ci separò l’uno dall’altra; in morte rischiamo di scambiarci i luoghi, tu Romano giacendo qui, io infelice in Italia, e solo quella parte riceverò della tua terra. Ma se gli dei di laggiù hanno qualche forza e potenza – poiché quelli di lassù ci hanno tradito –, non abbandonare la tua donna finché sia viva, e non permettere che si trionfi su di te nella mia persona; nascondimi invece e seppelliscimi qui con te, poiché degli infiniti miei mali nessuno è grande e terribile quanto questo breve tempo in cui sono vissuta senza di te“.

Di Cesarione non si è mai più saputo nulla. Alcuni sostengono che Ottaviano l’abbia ucciso per eliminare qualsiasi potenziale rivale, ma non possiamo affermarlo con certezza. Di sicuro la storia della dinastia tolemaica termina qui.

Fonti: Viaggio nella storia – a cura di Alberto Angela; Storica National Geographic; Focus Storia.

Alessandro Craviotto

P.S.: qualora foste curiosi, vi rimando ad altri articoli dello stesso argomento: 

VIRGILIO, BUCOLICHE E GEORGICHE.

SALVIAMO LATINO E GRECO!

COMPITI SI’ O COMPITI NO?

MY FAVOURITE MOVIES AND ACTORS


Hello, guys! This is a post about my favourite movies. I didn’t see all possible films, I know. However, do you agree with my opinions or not???

I wish you a pleasant reading!

FINAL RESULTS – MOVIES

Top of the top: The Gladiator, Titanic, Harry Potter, When Harry met Sally

●●●●● : North by Northwest, An Officer and a Gentleman

●●●●○: Top Gun, Il Sorpasso, Runaway Jury, The Untouchables, Operation Petticoat, Dead Poets Society, Charade, Tre uomini e una gamba, Perfetti sconosciuti

●●●● and a little bit: Notorius, Inside Man

●●●● : Kramer vs. Kramer, I mostri, Eye of the Needle, Maledetto il giorno che t’ho incontrato, The King’s Speech, To Catch a Thief, Il mattatore, Sleepless in Seattle, The Graduate, The Taking of Pelham 123, Rush, Breakfast at Tiffany’s, Barefoot in the Park, The Naked Gun: From the Files of Police Squad!, Crimson Tide, Veloce come il vento

●●●○ : Escape from Alcatraz, Divorzio all’italianaPretty Woman, Enemy of the State, Silver Linings Playbook, Totò Peppino e la malafemmina, Il vigile, The Odd Couple, Dog Day Afternoon, Man on a Ledge, Vacanze romane, High Noon, The Peacemaker, The Wolf of Wall Street, It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World

●●●: Witness, Cocktail, Indiana Jones and the Last Crusade, A Few Good Men, Un americano a Roma, La ragazza con la pistola, Where Eagles Dare, Jerry Maguire, Thirteen Days, The Perks of Being a Wallflower, Amore mio aiutami, I due carabinieri, The Firm, American Beauty, American Hustle, The Grass Is Greener, Serpico, Dirty Dancing, The Terminal

●●○ : I Soliti Ignoti, Once Upon a Time in America, Una storia semplice, Sabrina (remake 1995), La grande bellezza, Guess Who’s Coming to Dinner, Saturday Night Fever, Armageddon

●● : Matrimonio all’italiana, Che ne sarà di noi, Troy, A Shot in the Dark, Four Weddings and a Funeral, The Anderson Tapes

●○ : Il giorno della civetta, Girl with a Pearl Earring, American Gigolo

●: Close Encounters of the Third Kind, Vertigo

○ : The Color of Money

 

FINAL RESULTS – MALE ACTORS

1) Cary Grant

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2) Tom Cruise

3) Gene Hackman

FINAL RESULTS – FEMALE ACTORS

1) Jodie Foster

2) Grace Kelly

3) Audrey Hepburn

Risultati immagini per audrey hepburn

ALESSANDRO CRAVIOTTO