CLEOPATRA, LA REGINA DEI DUE MONDI


AMMALIÒ CESARE…

Scrive Stacey Schiff, biografa di C.: “Fu l’ultimo grande sovrano egiziano. Per un breve istante tenne tra le sue mani il destino del mondo occidentale”.

Plutarco, nella Vita di Antonio, descrive così il fascino emanato da C.: “A quanto dicono la sua bellezza in sé non era del tutto incomparabile né tale da colpire chi la guardava; ma la sua conversazione aveva un fascino irresistibile, e da un lato il suo aspetto, insieme alla seduzione della parola, dall’altro il carattere, che pervadeva contemporaneamente i suoi colloqui, erano un pungiglione penetrante. Dolce era il suono della sua voce quando parlava; la lingua, come uno strumento musicale dalle molte corde, la piegava facilmente all’idioma che voleva usare (…). Dicono anche che conoscesse la lingua di molti altri popoli, mentre i re precedenti non si erano sottoposti nemmeno ad apprendere l’egiziano e alcuni avevano dimenticato anche il dialetto macedone“.

La sua ascesa al potere non ci deve stupire: secondo un’usanza egiziana, qualora alla morte di un sovrano l’erede sia troppo giovane per assumere la guida del Paese, il titolo passa alla moglie. Inoltre la società egiziana è matrilineare: i passaggi di eredità avvengono per linea femminile e le donne possono partecipare alla vita politica.

“Gloria di suo padre”: questo è il significato in greco del nome C.. È la settima principessa in Egitto a portare tale nome. Ella discende dalla famiglia greco-macedone che da dieci generazioni governa in Egitto, i Tolomei. L’Egitto in cui C. cresce è un paese che vive all’ombra di Roma: un’ombra che si fa sempre più minacciosa.

Nata nel 69 a.C., non sappiamo quasi nulla dell’infanzia di C. Possiamo tuttavia ipotizzare che la futura regina nasca nel palazzo di famiglia ad Alessandria. Suo padre è il faraone Tolomeo XII e la madre è probabilmente una concubina che frequenta la corte; verosimilmente non compie un passo senza essere seguita dalla scorta. I suoi giochi? Bambole di terracotta, di tela o di legno dipinto, dadi, cavalli a dondolo…

Dopo la morte della sorella maggiore Berenice nel 55 a.C., C. è destinata al trono d’Egitto e a tale scopo viene educata. La sua formazione è prevalentemente umanistica: impara a leggere l’alfabeto greco e conosce a memoria interi canti dei poemi omerici.

Nel 51 a.C. il padre di C. muore: la ragazza ha ora diciott’anni. Ella sale al trono insieme a suo fratello (Tolomeo XIII, di dieci anni), con cui nel frattempo si è sposata. Inizia un tour del Paese per farsi conoscere: pare che, unica dei Tolomei, impari l’egiziano per non comunicare tramite interpreti. Dopo aver aiutato il popolo egiziano in difficoltà per via di due pessime stagioni di raccolti, C., a causa della gelosia del fratello, è costretta a fuggire da Alessandria per trincerarsi in una tenda nel deserto protetta dal suo esercito.

Nel frattempo Pompeo è giunto in Egitto: forse dietro suggerimento del consigliere Potino, Tolomeo ha la malaugurata idea di ucciderlo e di presentarne a Cesare la testa mozzata: il condottiero romano non approva. Tuttavia, prima di compiere qualsiasi mossa, decide di convocare a Palazzo sia Tolomeo che C.: l’Egitto è troppo importante per Roma. La regina, dal canto suo, preferisce raggiungere la corte di nascosto: si nasconde su una piccola barca e poi dentro un sacco di canapa. Uscirà dal sacco proprio davanti a Cesare, di cui possiamo solo immaginare la reazione prima stupefatta e poi estasiata… Fra i due è scattata la scintilla, e Tolomeo non può fare nulla per modificare la situazione: una sua disperata azione militare si risolverà con la morte. C. sa di poter contare ora su un alleato molto potente. Cesare la sostiene nel controllo dell’Egitto (nominandola regina), mentre lei fornisce aiuto economico alle sue ambizioni politiche. Nel 47, a suggello della relazione, nasce il figlio Tolomeo Cesare, meglio noto come Cesarione. Qualche settimana prima della nascita, Cesare riparte alla volta di Roma, lasciando dodicimila legionari a difesa del regno di C, che lo raggiungerà dopo pochi mesi. Rimarrà a Roma per i due anni successivi, mantenendo un basso profilo per evitare i pettegolezzi. Dopo l’uccisione di Cesare, C. ritorna a casa in tutta fretta, apparentemente scossa per aver perso il difensore degli interessi del suo paese. Non è tutto, perché ben presto apprenderà che Cesare non ha lasciato nulla né a lei né a Cesarione: l’unica soluzione è quella di aspettare tempi migliori.

… MA ANCHE ANTONIO

Poco tempo dopo la morte di Cesare, Antonio, giunto in Oriente, chiede di incontrare C. per verificarne le reali intenzioni. Scrive Plutarco nella Vita di Antonio: [Cleopatra] si presentò ponendo le maggiori speranze in se stessa, negli incanti, nel fascino e nelle attrattive che possedeva. […] Ella stava sdraiata sotto un padiglione ricamato d’oro, ornata come appare Afrodite nei dipinti. […] Una gran folla accompagnava il battello seguendolo fin dalla partenza su entrambe le rive, mentre altri scendevano dalla città a vedere lo spettacolo. […] In tal modo dunque ella catturò Antonio”.

Più prosaico lo storico romano Appiano: “Subito Antonio si innamorò di lei come un ragazzo, sebbene avesse già quasi quarant’anni”.

I due amanti avranno presto due gemelli, Cleopatra Selene (in greco “luna”) e Alessandro Helios (in greco “sole”). Antonio, fra un banchetto e l’altro, sta organizzando la guerra contro i Parti, per la quale l’Egitto fornirà la propria flotta. Prima di affrontare il nemico, il generale deve tornare a Roma perché è mancata la moglie Fulvia: secondo alcuni è morta di crepacuore per la relazione adulterina del marito con C.. In ottemperanza agli accordi di Brindisi, nel 40 a.C. Antonio sposa Ottavia, la sorella di Ottaviano.

Passano tre anni, e Antonio si reca nuovamente in Oriente per attaccare i Parti: incontra C., ed è ancora amore. I due si sposano nonostante Antonio sia legato ad Ottavia; nell’occasione egli dona alla regina egiziana alcuni possedimenti romani in Oriente. Entro breve tempo alla coppia nascerà un nuovo figlio, Tolomeo Filadelfo. La guerra contro i Parti si concluderà con un totale insuccesso a causa del tradimento del Re d’Armenia, che di lì a poco sarà conquistata per vendetta.

Date tali premesse, si può comprendere come a Roma Ottaviano abbia buon gioco a denigrare il rivale, che si è appena fatto incoronare sovrano d’Armenia insieme alla consorte: Antonio ha a cuore gli interessi dell’Egitto, non quelli di Roma.

La battaglia di Azio del 31 a.C. sancisce la sconfitta di Antonio e Cleopatra: i due amanti si daranno la morte a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. La leggenda vuole che C., troppo orgogliosa per accettare di essere portata a Roma da Ottaviano, si faccia mordere da un aspide nascosto in una cesta di fichi. Su un braccio della regina sono rinvenute due punture; tuttavia il serpente non sarà mai trovato, né i medici riscontreranno alcuna traccia di veleno nel suo organismo.

Ancora Plutarco ci ha lasciato uno splendido monologo di C. sulla tomba di Antonio: “O amato Antonio, poco fa ti seppellivo con mani ancora libere; ora libo prigioniera e sorvegliata affinché non deturpi né con i colpi al petto né con lacrime questo corpo schiavo, conservato per i trionfi che si celebreranno su di te. Non aspettare altri onori o libagioni; questi sono gli ultimi di Cleopatra trascinata via prigioniera. In vita nulla ci separò l’uno dall’altra; in morte rischiamo di scambiarci i luoghi, tu Romano giacendo qui, io infelice in Italia, e solo quella parte riceverò della tua terra. Ma se gli dei di laggiù hanno qualche forza e potenza – poiché quelli di lassù ci hanno tradito –, non abbandonare la tua donna finché sia viva, e non permettere che si trionfi su di te nella mia persona; nascondimi invece e seppelliscimi qui con te, poiché degli infiniti miei mali nessuno è grande e terribile quanto questo breve tempo in cui sono vissuta senza di te“.

Di Cesarione non si è mai più saputo nulla. Alcuni sostengono che Ottaviano l’abbia ucciso per eliminare qualsiasi potenziale rivale, ma non possiamo affermarlo con certezza. Di sicuro la storia della dinastia tolemaica termina qui.

Fonti: Viaggio nella storia – a cura di Alberto Angela; Storica National Geographic; Focus Storia.

Alessandro Craviotto

P.S.: qualora foste curiosi, vi rimando ad altri articoli dello stesso argomento: 

VIRGILIO, BUCOLICHE E GEORGICHE.

SALVIAMO LATINO E GRECO!

COMPITI SI’ O COMPITI NO?

MY FAVOURITE MOVIES AND ACTORS


Hello, guys! This is a post about my favourite movies. I didn’t see all possible films, I know. However, do you agree with my opinions or not???

I wish you a pleasant reading!

FINAL RESULTS – MOVIES

Top of the top: The Gladiator, Titanic, Harry Potter, When Harry met Sally

●●●●● : North by Northwest, An Officer and a Gentleman

●●●●○: Top Gun, Il Sorpasso, Runaway Jury, The Untouchables, Operation Petticoat, Dead Poets Society, Charade, Tre uomini e una gamba, Perfetti sconosciuti

●●●● and a little bit: Notorius, Inside Man

●●●● : Kramer vs. Kramer, I mostri, Eye of the Needle, Maledetto il giorno che t’ho incontrato, The King’s Speech, To Catch a Thief, Il mattatore, Sleepless in Seattle, The Graduate, The Taking of Pelham 123, Rush, Breakfast at Tiffany’s, Barefoot in the Park, The Naked Gun: From the Files of Police Squad!, Crimson Tide, Veloce come il vento

●●●○ : Escape from Alcatraz, Divorzio all’italianaPretty Woman, Enemy of the State, Silver Linings Playbook, Totò Peppino e la malafemmina, Il vigile, The Odd Couple, Dog Day Afternoon, Man on a Ledge, Vacanze romane, High Noon, The Peacemaker, The Wolf of Wall Street, It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World

●●●: Witness, Cocktail, Indiana Jones and the Last Crusade, A Few Good Men, Un americano a Roma, La ragazza con la pistola, Where Eagles Dare, Jerry Maguire, Thirteen Days, The Perks of Being a Wallflower, Amore mio aiutami, I due carabinieri, The Firm, American Beauty, American Hustle, The Grass Is Greener, Serpico, Dirty Dancing, The Terminal

●●○ : I Soliti Ignoti, Once Upon a Time in America, Una storia semplice, Sabrina (remake 1995), La grande bellezza, Guess Who’s Coming to Dinner, Saturday Night Fever, Armageddon

●● : Matrimonio all’italiana, Che ne sarà di noi, Troy, A Shot in the Dark, Four Weddings and a Funeral, The Anderson Tapes

●○ : Il giorno della civetta, Girl with a Pearl Earring, American Gigolo

●: Close Encounters of the Third Kind, Vertigo

○ : The Color of Money

 

FINAL RESULTS – MALE ACTORS

1) Cary Grant

2) Tom Cruise

3) Gene Hackman

FINAL RESULTS – FEMALE ACTORS

1) Jodie Foster

2) Grace Kelly

3) Audrey Hepburn

ALESSANDRO CRAVIOTTO

PICS OF MY 2016


What can I say about my 2016? It was a positive year: I gazed at amazing landscapes and I met many nice people. I chose some pics of this fantastic year. I hope you can enjoy them. Merry Christmas and happy new year! See you in 2017!

“Travel and change of place impart new vigor to the mind”. – Seneca

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Capri, July 2016

 

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Lisbon, August 2016
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Murano, October 2016
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Pompei, Villa of the Mysteris
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Lisbon (from the top of Elevador Boca do Vento)
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Venice, Canal Grande

Thank you, guys, for reading it!

Alessandro Craviotto

SCORCI DI VENEZIA


Per una volta, anziché le parole, lasciamo che siano le foto della Panasonic Lumix a presentare il luogo! Buona visione!

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MURANO, isola di pescatori e mastri vetrai. L’afflusso di turisti è considerevole, eppure l’atmosfera rimane quella magica di un luogo senza tempo. Merita una visita anche una delle innumerevoli fornaci per osservare come vengano realizzati gli oggetti in vetro.

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Fonderia Gino Mazzuccato
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Ed ecco il cavallino!

VENEZIA INTERNA: San Marco con il suo Palazzo Ducale e la celeberrima Torre dell’Orologio. Oltre ad una quantità incredibile di chiese, ognuna con il suo stile e la sua storia.

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Piazza San Marco, Palazzo Ducale
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Il Ponte di Rialto

CROGIOLO DI STILI – come potete osservare dalle foto, gli edifici religiosi (e non) denotano molteplici contaminazioni stilistiche: dall’influenza gotica fino a quella bizantina e poi ottomana.

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Chiesa di San Simeon Piccolo

LA CULTURA FATTA EDIFICIO – Nelle due foto soprastanti potete osservare il Teatro La Fenice e l’ingresso dell’Università Ca’ Foscari. Edifici imponenti, incutono quasi timore non appena se ne varca la soglia. Sotto invece ecco l’Arsenale e la gondola, vero simbolo della città.

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CANAL GRANDE – le foto si commentano da sole. Possiamo solo contemplare il paesaggio e dire: meraviglia!

CONSIGLI PRATICI

  • Per evitare le code, munitevi di biglietto comprensivo per le principali attrazioni cittadine: le offerte sono molteplici e divise in due fasce di età, Junior e Senior (oltre i 30 anni). Ecco il sito per prenotare in anticipo: VENEZIA UNICA. Alcune tipologie di ticket includono anche il trasporto.
  • Il prezzo del cibo è mediamente alto: se sapete scegliere con oculatezza, tuttavia, è possibile risparmiare qualcosa. Cercate osterie e trattorie nei calli meno frequentati.
  • Gli stessi calli meno frequentati sono poco illuminati: be careful!
  • Siete giovani e volete festeggiare? Esistono Birrerie, Cantine e locali per bere qualcosa insieme. In Strada Nova ne troverete molti!
  • Fuori Venezia i locali chiudono intorno alle 22. Attenzione, quindi, se arrivate tardi!
  • Il prezzo del vaporetto è piuttosto caro: ben 7,50 € a corsa. Naturale pensare ad un abbonamento plurigiornaliero.

PILLOLE DI STORIA

  • Venezia fu fondata a mezzogiorno di venerdì 25 marzo 421 da un gruppo di padovani che fuggivano dai barbari.
  • Il nome Venezia deriverebbe dal latino veni etiam, “torna di nuovo”.
  • Nell’828 due mercanti veneziani rubarono ad Alessandria d’Egitto le spoglie di San Marco portandole a Venezia.
  • Due importanti innovazioni veneziane furono la bussola marina e il timone di poppa.
  • Tra i prodotti commerciati c’era la malvasia, un vino denso e dolciastro.
  • Durante la peste nera del 1348, i Veneziani introdussero l’illuminazione notturna delle strade.
  • Il Consiglio dei Dieci possedeva una fitta rete di agenti segreti in tutta Europa.

… Se vi dicessi che Venezia, nella mia classifica personale,

è seconda solo a San Francisco???

Alla prossima!

AC

 

 

COMPITI SI’ O COMPITI NO?


Sul web pullulano foto di documenti con cui i genitori giustificano i figli: questi ultimi, poverini, erano stanchi o comunque desiderosi di “vivere”, per cui non hanno potuto svolgere i compiti. La questione è seria, in una scuola sempre più bistrattata,  sempre più spinta verso l’abbassamento dell’asticella, come fa notare giustamente Luca Ricolfi in suo recente articolo (L’IMPOVERIMENTO DELLA SCUOLA ITALIANA). Ho già trattato in un precedente intervento l’inesorabile decadenza della cultura classica, ulteriore sintomo dell’attuale mediocrità del nostro sistema scolastico (IN DIFESA DI LATINO E GRECO). Ora la questione è più generale: è giusto assegnare i compiti a casa? E’ giusto che diversi bambini e/o ragazzini si sottraggano al loro diritto / dovere di svolgerli? Il sottoscritto la pensa così, senza censure.

  1. I COMPITI VANNO ASSEGNATI E SVOLTI. Gli insegnanti, se possono, vengono incontro alle richieste e della controparte: difficile che tutti, ogni giorno, assegnino valanghe di compiti. Per tale motivo, se la quantità è proporzionata, i compiti DEVONO essere assegnati e conseguentemente svolti: forse l’insegnante li assegna per cattiveria? No. Forse i discenti sono tutti geni, e dunque non hanno bisogno di metabolizzare quanto hanno appena udito? Ne dubito. I tempi di lezione sono sempre più ridotti, con questi “splendidi” moduli orari da 50′: saremmo tutti felici, pertanto, di poter lavorare direttamente in classe, limitando il lavoro domestico nostro e loro. Ma ciò non accade, anzi è stato drasticamente ridotto il tempo consacrato alla spiegazione. Necessaria per almeno provare a comprendere, che dite?
  2. UNA QUANTITA’ PROPORZIONATA. Sicuramente ci vuole intelligenza e comprensione da parte di tutti. Ogni lezione, ogni materia, ogni fase dell’anno scolastico richiede discernimento. Una vagonata di compiti, dicevo prima, non aiuta nessuno: né i ragazzi, né il docente, che deve poi correggerli. Dall’altro lato, tuttavia, coloro che non fanno i compiti meritano una seria reprimenda. Altrimenti cadremo nell’aberrante logica del “pazienza, volemose bene!”.
  3. UNA SCUOLA SENZA COMPITI. Proviamo ad immaginare di eliminare i compiti a casa. Come possono comprendere quanto spiegato a lezione? Come possono approfondirlo? Come possono, eventualmente, rendersi conto di dover ritornare su quel concetto? Non ci riuscirebbero, è chiaro.
  4. COMPITI ESTIVI? E’ UN ALTRO DISCORSO. Beh, mi sembra ovvio e non scopro certo l’acqua calda: i compiti estivi sono importanti, ma anche qui conta la qualità, non la quantità. Siamo onesti: a volte anche noi ci siamo ridotti a farli a fine agosto-inizio settembre. Una spolverata ci sta. Prima è giusto ricaricare le batterie, magari leggendo un buon libro, il che non guasta mai. Come dite? Il padre di Mattia e la sua lettera all’insegnante? Non commento, è solo un modo per farsi pubblicità. Nessuno obbliga a fare i compiti: ognuno risponde alla propria coscienza.
  5. OGNI MATERIA HA LA PROPRIA DIGNITA’. Non sta scritto da nessuna parte che di quella materia siano necessari più compiti, e di quell’altra meno. Tutte le materie sono importanti, e meritano rispetto, così come lo meritano i docenti che le insegnano, i quali si sforzano ogni giorno di più per fare del loro meglio.
  6. E’ UNA QUESTIONE DI COMPETITIVITA’,  MA NON COME DICE RENZI. Non stupiamoci se i nostri lavoratori costano meno rispetto a Francia e Germania! Non stupiamoci se timbrano il cartellino e poi vanno in spiaggia! Già alle elementari vogliono fuggire dalle loro responsabilità!!! Che cittadini creiamo, se abbuoniamo tutto?
  7. RIBALTIAMO LA SITUAZIONE. Provate a fare questo giochino stupido: se fosse il docente a sottrarsi al proprio dovere??? Un disastro. I fanciulli arriverebbero a casa con una letterina di questo tipo: Gentile Signora, sono il Docente di Scienze. Purtroppo oggi a lezione non abbiamo fatto nulla, perché avevo voglia di vivere, e non di parlare a quattro ragazzini drogati di Internet che fra l’altro non mi ascoltano neppure. Cordiali saluti.
  8. VARIE ED EVENTUALI. Questa è la mia posizione, ovviamente di parte. Che ne pensate? Che ne pensano i diretti interessati? Vai con il dibattito!

AC

 

 

LIGA ROCK PARK: MONZA, 25/09/2016


Due anni dopo San Siro (ecco il link: MONDOVISIONE SAN SIRO), siamo ancora qui. In verità ci siamo spostati di pochi chilometri, ma l’attesa è sempre alta, altissima. Siamo sicuri che il Liga non ci deluderà.

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Arrivati!
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L’attesa cresce, anche se mancano tre ore…

Io credo che ogni canzone susciti in chi l’ascolta un certo tipo di emozioni. Qui voglio trasmettervi le mie: come ho percepito i 31 magici pezzi che Ligabue ha suonato con la sua imprescindibile band? Ecco le risposte, buona lettura.

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Urlando contro il cielo: montiamo su, e il nostro cuore non creperà, promesso! Un inizio col botto, anche per festeggiare questa canzone che non è mai mancata in alcun concerto. Sono stati i fan a renderla tale, ed è indubbio che tutti i riconoscimenti ottenuti siano più che meritati.

Libera nos a malo: liberaci, Luciano, da questa patina di tristezza e rassegnazione che è calata su di noi con la crisi economica! Liberaci dai politici e banchieri che pensano solo al proprio tornaconto! Liberaci, e facci cantare a squarciagola, rendendo giustizia a questa notte!

Il giorno dei giorni: un po’ tutto il popolo del Liga attendeva queste due date monzesi, ed è stato più che soddisfatto. Nel frattempo, soffiamo su questo tempo, e lo teniamo ben acceso, noi che possiamo! D’altronde, abbiamo tutto da fare, e niente da perdere! 

Niente paura: non è facile, in questo frangente storico, essere se stessi, guardare con fiducia al futuro, senza farsi intimorire dall’aria di tempesta. Per fortuna ci pensa la vita, una cosa meravigliosa capace di farti sperimentare un’incredibile gamma di emozioni. Il nostro motto d’ora in poi sarà: niente paura!

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Sogni di rock’n’roll: un po’ tutti – almeno quelli che sanno godersi l’esistenza – abbiamo percorso strade indifese alle quattro di notte… Aggiungo solo che è stato l’unico medley di tutta la scaletta insieme alla prossima canzone. Così si fa!!!

Con la scusa del rock’n’roll: anch’io, ultimamente, ho rimandato tutti gli anni a più tardi, cercando di ballare sopra i ricordi. E’ tutta una questione di feeling: siamo giovani, e dunque comportiamoci da giovani, senza incancrenirci in pseudo-attività da anziani!

C’è sempre una canzone: esiste sempre una canzone per ogni fase della tua vita, anzi per ogni singolo ricordo che ti porterai dentro di lì e per sempre. Sia essa una canzone che non fa dormire, o semplicemente una canzone ancora da sentire

Il sale della terra: perché noi siamo Il sale della terra? Perché non abbiamo paura di dire quello che pensiamo, non ci facciamo mettere i piedi in testa da nessuno, siamo il forte sotto assedio, deciso ad opporsi ai maledetti potenti che ci vorrebbero ingabbiare nella massa.

Questa è la mia vita: chi sei tu per giudicarmi? Non ti piace come mi comporto? Non approvi le mie azioni? Va bene, non ti obbligo certo a seguirmi, il mondo è bello perché è vario. Ma se invece noti anche tu una certa sintonia, ti prego, fammi fare un giro su chi non son stato mai.

Leggero: è bello, per chi se lo può permettere, partire senza andata né ritorno, senza destinazione. Per assaporare al meglio la vita, e lasciarsi stupire dalle cose e dalle persone che si incontreranno lungo il cammino: in una parola, è bello essere… leggeri.

Ho perso le parole: a volte capita, di non trovare la giusta ispirazione, di rimanere a metà del guado, di non riuscire ad esprimere compiutamente ciò che si prova. Sta all’altra persona darci un’altra possibilità: noi possiamo crederci, crederci un po’ di più, di più davvero

La vita facile: quando siamo giovani e inesperti del mondo, abbiamo nella mente e nel cuore tanto ottimismo. Poi però la situazione muta, e siamo costretti ad essere meno disincantati e più cinici: ci accorgiamo che questo paese fa finta di cambiare, e intanto resta a guardare.

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Bella canzone, con molta energia!

L’odore del sesso: d’accordo, ci siamo mischiati la pelle, le anime, le ossa, ed è stato fantastico, meraviglioso, bla bla bla. Ma cosa accade dopo? Ognuno per la propria strada oppure ci confrontiamo, ciascuno con il proprio carico di debolezze?

Quella che non sei: piccola, non avere paura di me. So bene, per esperienza, che una relazione occorrono amore, fiducia, pazienza. Guarda che, anche se c’è un posto dentro te in cui fa freddo, io non me ne vado. Io resto qui e lotto per te e insieme a te…

Lettera a G: la morte di una persona cara ti costringe a fare i conti con le tue paure, con le tue insicurezze, con i tuoi demoni. Ti domandi: e ora? Come faccio ad andare avanti? Invece bisogna rialzarsi, dopo una brutta botta. Fai buon viaggio e riposa, se puoi.

Happy hour: sii ardimentoso, non avere paura di nulla, immagina un futuro radioso, insomma fa’ un po’ quello che vuoi. Non dimenticare mai che la realtà è un’altra cosa, ben più amara, poiché i sogni sono tutti gratis, ma son quasi tutti quanti usati

I ragazzi sono in giro: brutta bestia, la popolarità. C’è gente che smania per questa effimera gioia, eppure è difficile sottrarvisi. D’altronde, oggi con i social siamo tutti dipendenti dai “mi piace”, quindi siamo tutti “popolari”. Per fortuna, nella ristretta cerchia delle persone più care, c’è qualcuno che non scorda mai chi siete sempre stati e chi sarete poi.

Ho fatto in tempo: quali speranze nutriamo, quando ci affacciamo alla vita vera? Di avere un nostro status possibilmente riconosciuto dagli altri, di essere quindi “normali”. E anche se ci accorgessimo che la normalità è un concetto quantomai aleatorio, c’è sempre una ragione per brindare o ricordare o dimenticare.

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Piccola stella senza cielo: quante volte è accaduto di desiderare ardentemente una cosa o una persona, per poi essere spiazzati da una luce senza futuro, cioè scoprire che in fondo non valeva tutti i nostri sforzi? Parecchie, ahimè, parecchie…

Il meglio deve ancora venire: qualcosa non ha funzionato? Speravi che andasse meglio? Basta abbattersi, cerchiamo di avere entusiasmo, altrimenti è la fine! Non dev’essere per forza perfetto, il futuro, ma se non lo affrontiamo di petto, che tristezza è???

(set acustico)

Metti in circolo il tuo amore: è plausibile, per le persone un po’ fuori dagli schemi, sentirsi fuori posto, a volte. Certo, hai provato a far capire con tutta la tua voce, anche solo un pezzo di quel che sei, ma gli altri ti regalano solo occhiate perplesse e ti parlano dietro. Ma tu vai avanti, caro il mio A.: qualcuno che condividerà il tuo stesso viaggio lo troverai, eccome se lo troverai.

Non è tempo per noi: … e mentre osservi il mondo fuori dal finestrino, non rinunciare mai a tuoi sogni grandi e belli, rimani te stesso, fuori posto, ingenuo, testardo, poco furbo casomai. Un giorno saranno gli altri, a chiederti scusa.

Lambrusco & pop corn: prima e dopo il sogno c’è la vita da vivere? E allora accontentati delle tue quattro cose, dei piccoli piaceri, di persone che condividono i tuoi ideali, sii onesto con te stesso. Spesso chi troppo vuole, nulla stringe!

(fine set acustico)

Dottoressa: quanti di noi hanno sognato, o magari vissuto, una dottoressa capace di guarire all’istante le ferite della nostra anima e del nostro corpo? C’è da fare un po’ di pulizia nella testa e nel resto? Ci pensi lei, dottoressa!

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Un colpo all’anima: ci sei o non ci sei? Fatti trovare, fatti afferrare, prima che tutto svanisca e io debba mettere a posto il mio tempo pieno di frammenti. Non saprei neppure da dove iniziare, tanto è il caos di luci, voci e amici che mi circonda!

Il muro del suono: il mondo si commenta da solo, ultimamente. Molte persone che non dovrebbero neppure abitarlo l’hanno reso opaco, incolore, quasi invivibile. C’è qualcuno in grado di riaccendere la speranza, qualcuno che può rompere il muro del suono?

Il giorno di dolore che uno ha: ci stanno eccome, durante l’esistenza, momenti di down. Hai tutto il diritto di chiederti perché sia successo a te, di stare seduto da solo sul letto a riflettere: fai in modo che rimanga solo un giorno, però…

Balliamo sul mondo: basta tristezza, è il momento di scatenarsi! Facciamo di Monza la nostra pista da ballo, freghiamocene di tutto e di tutti, suscitiamo invidia negli assenti: c’è chi vince, c’è chi perde, noi balliamo casomai!

Tra palco e realtà: mandiamo al diavolo i troppi soloni che ci circondano, dedichiamo loro un’unica enorme pernacchia, altro non possiamo fare! Beati loro che non hanno avuto nemmeno un dubbio mai, noi siamo fieri di avere andate e ritorni violenti, o troppo accesi o troppo spenti!

G come Giungla: è possibile trovare il bandolo della matassa, in questo ginepraio assurdo in cui ci addentriamo ogni giorno? Il buon Pirandello notava umilmente che noi tutti indossiamo più maschere: bisogna scegliere sempre quella giusta, in altre parole chi vuol sopravvivere deve cambiare.

Certe notti: è proprio vero che non si può restare soli, certe notti qui: è bello stare in compagnia, divertirsi, socializzare, godersi la serata con tutto quello che di magico ti riserva, si tratti di una cena con amici oppure del Concerto del Liga che fa cantare all’unisono 80.000 anime. Facendoti venire i brividi e la voglia di abbracciare il tuo vicino per consacrare alle stelle questo raduno pagano.

Urlando contro il cielo (acoustic): certe luci non puoi spegnerle: non importa che siano quelle di un palcoscenico o quelle simbolo della tua voglia di vivere, l’importante è darci dentro sempre e comunque. Togliamo pure il forse, lassù ci hanno sentiti eccome: abbiamo fatto baccano, ma un baccano sano, genuino. E siamo pronti a rifarlo il prossimo anno!!!!

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Ancora una volta grazie, Liga!

E’ stato memorabile!

Ci vediamo, sempre sulla Tua strada! 

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I 70.000 lasciano il parco di Monza

AC