IL MESTIERE DELL’ARTISTA: TIZIANO FERRO A SAN SIRO


Un grande show di un Artista con la A maiuscola. Così possiamo definire l’esibizione di Tiziano Ferro a San Siro per la seconda delle tre date milanesi.

Qui troverete le personalissime sensazioni di un ragazzo che ha iniziato a seguire Ferro quando non era nemmeno alle Superiori e continua oggi, con tre anni di lavoro alle spalle.

Pronti, partenza… Tiziano!

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Il Mestiere Della Vita: un palco sopraelevato da cui sgorga una cascata d’acqua scandisce l’inizio dello show. Tiziano è in forma, così come i suoi fan; l’emozione è palpabile sia nello stadio che nella canzone (E fuggirò da questi sguardi / perché non percepiscano / i dolori che ho taciuto / e che mi seppelliscono).

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“Solo” è solo una parola: è vero, spesso molti irridono la solitudine, ma stare bene anzitutto con se stessi è una vera sfida, in un mondo bombardato da notizie, ultimamente di segno per lo più negativo.

L’Amore è Una Cosa Semplice: un progressivo crescendo che esplode nel secondo ritornello in una delle mie canzoni preferite; difficile trovare parole più azzeccate e più definitive di queste: ti verrò a prendere con le mie mani / e sarò quello che non ti aspettavi / sarò quel vento che ti porti dentro / e quel destino che nessuno ha mai scelto. Ferro ci mette passione genuina, e tutti apprezzano cantando come se non ci fosse un domani.

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Valore Assoluto: nella vita conta avere certezze, e mai nessuno come Tiziano in persona lo sa. Come ha ribadito più volte durante il concerto, i suoi fan sono un punto fermo ed è palpabile la sua emozione, mista quasi ad imbarazzo, quando li ringrazia.

Il Regalo Più Grande: scoperta solo di recente, è un gran pezzo molto amato dal pubblico. Non importa ciò che dice la gente, bensì vivere in pienezza ciò che la vita offre, dal punto di vista sentimentale ma non solo.

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R&B Medley (My Steelo – Hai Delle Isole Negli Occhi – Indietro): l’anima R&B di Tiziano emerge in questo medley di sicuro impatto, anche se Indietro avrebbe meritato un’esecuzione completa. Anni fa Tiziano diceva che il brano aveva acquistato senso solo grazie all’intervento di Ivano Fossati.

La Differenza tra me e te: altra canzone trascinante che non potrà mai mancare dalle scalette. L’ingresso di una batteria martellante eppure discreta rende il brano molto adatto ad essere cantato tutti insieme. Chi, d’altronde, non si tortura e non si domanda il perché di fronte agli accadimenti della vita? In ogni caso, amore mio dolcissimo, anche se ignori quello che io provo per te, sappi solo questo: ma se un bel giorno affacciandomi alla vita / tutta la tristezza fosse già finita / io verrei da te. Te lo giuro, piccola.

Ed ero contentissimo: è stato probabilmente il momento clou della serata insieme al brano successivo, in cui Ferro ha dato il meglio di se stesso al pari del pubblico, che l’ha vissuto in modo viscerale, forse immaginando di essere ad Amsterdam e non nella sempre afosa Milano.

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Sere Nere: doppietta micidiale per un classico del repertorio del cantautore di Latina. Piuttosto facile anche qui narrare di una simbiosi totale fra cantante e stadio: tutti hanno vissuto sere difficili in cui non c’era né tempo né spazio per pensare ad altro. Moltissime ragazze commosse alla fine del brano, per inciso.

Xdono: un tuffo nelle origini del Tiziano nazionale, per un brano che invita a muoversi lasciando ad altri l’immobilismo reale e metaforico. Canzone, fra l’altro, scritta da un ventenne su una panchina di Latina ad inizio inverno. Boom!

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Medley Electro Dance (Il Sole Esiste Per Tutti – Senza Scappare Mai Più – E Raffaella È Mia): momento di grande tensione emotiva, iniziato con un’esortazione a coloro che non sono baciati dal sole ad uscire dall’ombra in cui sono confinati e culminato nella sempre orecchiabile (e danzabile) canzone dedicata a Raffaella Carrà, che aveva preso parte al video originale.

Ti Scatterò Una Foto: braccia al cielo dondolano accompagnate dalle torce dei cellulari per scandire ogni singolo fotogramma di questo brano. Chi scrive lo custodisce gelosamente nel cuore, in quanto colonna sonora ufficiale dell’ultimo anno scolastico targato 2007. Brividi!

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Acoustic Medley (Imbranato- Troppo Buono- E Fuori è Buio): ogni artista dichiara di amare particolarmente il momento acustico, qui provvisto della straordinaria voce di Tiziano e due chitarre, che regalano splendidi assoli in tre piccole gemme da preservare con cura.

Tiziano ha fatto salire sul palco una ragazza romana, Mary, per condividere con lei lo spettacolo di San Siro stracolmo. Superfluo aggiungere che lei era sopraffatta dall’emozione.

Per Dirti Ciao!: è nata dalla richiesta di una sua fan, rimasta vedova giovanissima, che gli ha raccontato quanto il destino sia stato crudele con lei. Ne è uscito un componimento toccante e prezioso. Il sottoscritto, con un groppo in gola, dedica queste parole ad una persona a lui cara che non c’è più: guardami affrontare questa vita / come fossi ancora qui.

La Fine: complesso non identificarsi anche in questa canzone, che coltiva la segreta speranza che il domani sia un giorno migliore in un presente poco gratificante. È stata scritta in collaborazione con Nesli.

Lento\Veloce: il vero tormentone di questa estate, che tutti avranno udito almeno una volta. In effetti l’entusiasmo è trascinante, soprattutto per un ritornello che poco ha a che spartire con il resto della canzone. Tacciamo del video trash girato a Las Vegas e godiamoci le ragazze che ancheggiano al ritmo (ora lento ora veloce) del concerto.

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Rosso Relativo: quali sorprese avrà regalato il destino alla famosa Paola? Sarà sempre la dama del castello? Oppure solamente la preda dentro il bosco? I dubbi rimarranno tali al pari della gioia di fronte a questo pezzo evergreen sempre vitale ed energico.

Stop! Dimentica: il video girato da due finlandesi non aveva soddisfatto la produzione, undici anni fa, la canzone al contrario ha suscitato entusiasmo a San Siro. A volte è necessario azzerare, ripartire e dimenticare…

Xverso: brano ingiustamente sottovalutato da critica e parte dei fan. Quelli della prima ora invece lo hanno ballato in preda ad un invasamento bacchico autorizzato dal testo: il fatto è che tu sai cosa cerco / collo spalle mento / sono un bastardo cronico / stringimi forte / il petto mi sorride xverso.

Alla Mia Età: grande tristezza che riflette il periodo in cui l’album omonimo è stato concepito. Ognuno dovrebbe avere il diritto di esprimere le proprie emozioni, anche piangendo.

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L’Ultima Notte Al Mondo: efficace il riferimento alla purezza della neve (Ho incontrato il tuo sorriso dolce / con questa neve bianca adesso mi sconvolge / la neve cade e cade pure il mondo) mescolato come di consueto ad un’autoconsapevolezza profonda di essere umano fallibile ma tenace (io posso capire al mondo quanto è inutile / odiarsi nel profondo!).

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Mi sono innamorato di te: brano di Tenco con cui ha deliziato Sanremo, che gli ha tributato un appassionato e sincero omaggio.

Incanto: lasciamo che sia il testo a parlare senza aggiungere nulla: tu che anche nel difetto e nell’imperfezione / Sei soltanto… incanto, incanto. (…) E se sono insicurezze, entusiasmi e poi silenzi / il mestiere dell’amore al tramonto nei tuoi occhi / il coraggio in una frase che fa paura / il rancore nelle storie maturato nel silenzio. 

Lo Stadio: giusto avviarsi alla conclusione con questo pezzo che ha invogliato tutti a battere le mani, a saltare, a segnalare all’universo l’esistenza di persone che non hanno paura ad unirsi nonostante i terroristi provino a dividere e terrorizzare.

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Il Conforto: il bis inizia con questo brano elettronico che ovviamente sarebbe perfetto con l’interprete femminile originale, al secolo Carmen Consoli. Applausi e abbracci reciproci alla conclusione.

Non Me Lo So Spiegare: Tiziano torna sul palco sopraelevato per intonare insieme al suo popolo non ancora domo un cavallo di battaglia. E la mente ritorna lì, al 2003: scuola, ansie, preoccupazioni, speranze per il futuro… sono trascorsi quattordici anni. Siamo soddisfatti del nostro percorso di vita?

Potremmo Ritornare: conclusione melodica con una canzone potente, vera, con una chiusa di chitarra elettrica assolutamente efficace. Su le mani e in alto i cuori: passo la vita sperando mi capiscano / amici, amori, affini prima che finiscano / e ancora sempre solo una strada, la stessa / scelgo sempre la più lunga, la più complessa (…) diglielo in faccia a voce alta di ricordare quanto eravamo belli / e di aspettare perché potremmo ritornare. Oh sì, sappiamo bene che sia tu che noi ritorneremo…

Il concerto si chiude con Tiziano Ferro che si immerge nella cascata d’acqua e saluta il pubblico in estasi, mentre le due chitarre benedicono la serata trionfale, giusto premio ad una band che forse avrebbe meritato un riconoscimento esplicito maggiore.

Ecco la composizione della squadra: Luca Scarpa (piano e direzione), Davide Tagliapietra e Alessandro De Crescenzo (chitarre), Reggie Hamilton (basso), Christian Rigano (tastiere), Andrea Fontana (batteria).

Tiziano Ferro Pride a Milano: la recensione del concerto a San Siro

Arrivederci, Tiziano Ferro!

Milano,

17/06/2017

AC

 

TUTTOSERIE A 2016-17


Dopo alcuni anni (LA JUVENTUS E’ TORNATA. PUNTO., SERIE A 2013-14), torno a occuparmi della Serie A, con un bilancio conclusivo. Siamo onesti, non è stata una stagione esaltante, anzi diciamo pure mediocre, con numerose squadre senza obiettivi già a metà stagione. Unica nota di consolazione, è stato un campionato molto ricco di gol, sebbene i vincitori abbiano avuto, come da tradizione, la miglior difesa (27 reti subite, che in assoluto non sono poche).

Vai con il Pagellone!!!

Atalanta 8,5: che grande campionato, che grande Gasperini! Fatelo lavorare tranquillo, e lui ti sforna annate come questa! Una squadra ricca di giovani messa in campo con intelligenza dopo un inizio claudicante; la rinuncia forzata a Gagliardini non ha minimamente intaccato le geometrie, segno dell’intelligenza tattica dell’allenatore. Con tutta probabilità, nonostante la qualificazione europea, i pezzi pregiati saranno venduti: per questo il prossimo anno sarà complicatissimo. Top: Papu Gomez (al netto di canzoni varie). Flop: Paloschi.

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Bologna 6-: leggi la composizione della rosa, e pensi che non avranno problemi a salvarsi. In effetti troppi patemi non ci sono stati, ma alcune mediocri prestazioni si sono viste eccome. Donadoni ha avuto la saggezza necessaria per condurre in porto la nave, ma occorre trovare maggiore qualità e maggiore determinazione, perché alle prime difficoltà la squadra si squagliava. Top: Krejci. Flop: Viviani.

Cagliari 6,5: in Sardegna non conoscono mezze misure: vittorie roboanti e sconfitte altisonanti. Impressionante il numero di gol subiti (76), una delle squadre peggiori d’Europa. Per fortuna l’attacco ha ingranato da subito e Borriello ha preso sul serio la scommessa con Bobo Vieri, dimostrando di essere lontano dalla pensione. Dalle tensioni interne allo spogliatoio, dubito che Rastelli possa rimanere. Top: Borriello. Flop: Salamon.

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Chievo 6,5: una stagione seria, per quanto la stagione sia stata scandita da numerosi passaggi a vuoto soprattutto in assenza di stimoli esterni. Dobbiamo considerare inoltre che il bacino di utenza dei veronesi è degno delle serie inferiori; eppure l’artigiano Maran – meritevole di ben altra panchina, a giudizio di chi scrive – ha mantenuto la mente fredda e scoperto che Inglese tutto sommato in A ci può stare, dopo stagioni di anonimato. Il cuore Chievo è comunque rappresentato dai vecchi leoni Sorrentino e Pellissier. Top: Inglese. Flop: Izco.

Crotone 7+: dopo circa 25 (!!!) partite di rodaggio, hanno iniziato a raccogliere punti senza che nessuno, Juve scudettata a parte, riuscisse a fermarli. Complimenti alla dirigenza per aver resistito alla moda dell’esonero facile; tale pazienza è stata ripagata dal gran lavoro di Nicola, che a inizio febbraio dichiarava sconsolato “nessuno vuole venire a Crotone”. Meglio così, no? Top: Falcinelli. Flop: Palladino.

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Empoli 5: onestamente hanno meritato la retrocessione. La squadra ha pagato soprattutto una costante abulia offensiva, nonché un eccesso di sicurezza dopo le illusorie vittorie a Firenze e Milano sponda rossonera. Martusciello non è riuscito a frenare il tracollo verticale dell’ultimo periodo, quando dalla Calabria giungevano notizie infauste per l’ambiente empolese. Il Presidente Corsi saprà comunque ripartire ancora una volta, investendo sui giovani, vero marchio di fabbrica della società. Top: Pasqual. Flop: Maccarone.

Fiorentina 5,5: nel calcio contano i dettagli, dicono in tanti. Quindi avere un allenatore separato in casa già dall’inizio dell’anno non è proprio un dettaglio. Il problema dei Viola è in realtà atavico: la proprietà non riesce (o non vuole) fare un salto di qualità verso l’alto, ma allestisce quasi sempre una formazione che si distacca dal gruppone di centro classifica. Con un surplus di convinzione e di voglia, il sesto posto sarebbe stato a portata, visti gli ultimi risultati delle milanesi. Che faranno ora i Della Valle? Top: Chiesa. Flop: Saponara.

Genoa 5: smontare e rimontare la squadra non sempre riesce, ma i tifosi del vecchio Grifone sono abituati a salvezze all’ultimo tuffo: per loro i veri patemi sono altri, per esempio trovarsi Milanetto in società. Detto di una salvezza raggiunta più per demeriti altrui che meriti propri, urge un chiarimento fra tifosi e Presidente: Preziosi sarebbe più che lieto di lasciare la barca, ma all’orizzonte non appaiono progetti seri. Si preannuncia un’estate rovente, priva di qualsiasi certezza. Top: Simeone. Flop: Cofie.

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Inter 5-: la qualità degli interpreti, almeno sulla carta, è elevata: da zona Champions, per intenderci. Le mosse della dirigenza quantomeno opinabili. Serve un riepilogo veloce veloce? Mancini via, dentro De Boer cui servirebbe un minimo di apprendistato, invece no, dentro Pioli dopo un interregno di Vecchi, che ritornerà per finire il campionato. Problemi: Ausilio non è un dirigente molto capace, Icardi capitano non si può vedere. Spalletti è una scelta sensata, la cui sfida sarà dare un’anima vera alla squadra. Top: Perisic. Flop: Murillo.

Juventus 9: ha ragione Buffon, vincere dopo tanti trionfi è sempre complicato, perché richiede massima concentrazione, impegno e dedizione. In effetti questo ennesimo Scudetto è stato più complicato di quanto sembri; Allegri ha gestito alla grande il gruppo, modificando quando necessario e accumulando fieno in cascina nel decisivo periodo invernale. Pare comunque opportuno un ringiovanimento della rosa per evitare la sindrome da “pancia piena”. Top: Higuain. Flop: Lemina.

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Lazio 8: ottima stagione, migliore di quella che avrebbe potuto disputare con un umorale quale Bielsa è. Sugli scudi Simone Inzaghi, capace di valorizzare tanti giocatori, primo su tutti Immobile che a Roma sembra aver trovato la propria dimensione ideale. Ora tutti i fari sono puntati su Biglia e Keita: rimarranno o andranno via? Più verosimile la seconda ipotesi. Top: Immobile. Flop: Felipe Anderson.

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Milan 7: ultime prestazioni in campionato sono state abbastanza scadenti, per cui la conquista del piazzamento europeo è avvenuta sostanzialmente per inerzia. In calce, naturalmente, la firma ben evidente di Montella, che ha spremuto il massimo da un gruppo di “scappati di casa”, come ha fatto notare giustamente Cassano. Da risolvere al più presto la questione Donnarumma, che verosimilmente rimarrà nonostante il suo potente manager. Ora che è avvenuto il closing, piovono indescrezioni di un mercato di alto profilo: chi vivrà, vedrà. Top: Donnarumma. Flop: De Sciglio.

Napoli 8: davvero poco da rimproverare, se non qualche punto lasciato qui e là (vedi pari interno con il Palermo) che alla fine si è rivelato decisivo. Il passo successivo si chiama Scudetto, per il quale serve limare alcuni dettagli: first of all, esibire la medesima ferocia in tutti i match e limitare al massimo gli screzi fra Sarri e De Laurentiis, circostanza alquanto improbabile. Tra i vari reparti, appare la difesa quello maggiormente bisognoso di un maquillage. Top: Mertens. Flop: Maksimovic.

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Palermo 4: ci avevano provato già l’anno scorso, ma finalmente quest’anno sono riusciti a rispedire una gloriosa piazza in Serie B. Solo gli ultimi match hanno ridato un minimo di dignità ad un gruppo mal assemblato e gestito peggio. Tutti sono in attesa che Baccaglini scopra le carte e riveli l’identità degli investitori in grado di dare un futuro ai rosanero. Top: Nestorovski. Flop: Diamanti.

Pescara 3,5: una squadra improbabile, improponibile a certi livelli, che nemmeno Zeman ha saputo rimotivare: proverà a farlo nella Serie cadetta. Difesa fragile, per la quale Bizzarri si è rivelato un peso più che un fattore, centrocampo evanescente, attacco potenzialmente interessante ma privo di chilogrammi ed esperienza. Per fortuna c’è paracadute, recita un antico proverbio. Top: Coulibaly. Flop: Bizzarri.

Roma 8+: quali appunti muovere ad una squadra che accumula 87 punti ma arriva seconda? Vero, sette sconfitte sono troppe. Vero, l’ambiente non agevola. Vero, la diatriba Spalletti-Totti ha fatto sprecare energie. Eppure la media-punti è da Tricolore. Giusto che Totti saluti, forse indurrà ognuno ad assumersi le proprie responsabilità. Al netto dei prevedibili ribaltoni di mercato, starà a Di Francesco alzare ancora l’asticella, magari esibendo una Roma europea migliore. Top: Nainggolan. Flop: Vermaelen.

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Sampdoria 7: a Giampaolo si chiedeva questo, una salvezza tranquilla e la valorizzazione dei giovani, target che il capace allenatore nato in Svizzera ha centrato in pieno. Per puntare più in alto occorre eliminare gli scialbi pareggi interni e allestire una rosa competitiva, nella consapevolezza che la base è già buona, come dimostrano le due incursioni vittoriose nella disastrata Milano calcistica. Top: Schick. Flop: Sala.

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Sassuolo 6: annate del genere – fra infortuni, Europa e i dolori del giovane Berardi – rischiano di trasformarsi in un disastro chiamato retrocessione. Per fortuna di Squinzi e dei suoi milioni, Di Francesco ha operato cambi tattici in corsa e risollevato un gruppo che in alcuni momenti dell’anno è parso molto fragile dal punto di vista psicologico. La mossa successiva sarà individuare il giusto profilo per la panchina, in quanto Eusebio ha meritatamente le valigie in mano. Top: Pellegrini. Flop: Ricci.

Torino 6,5: forse i tifosi avrebbero auspicato l’Europa, ma il Torino di quest’anno è stato innanzitutto vittima delle proprie tendenze autolesionistiche. Punti persi in modo inspiegabile e crisi di nervi del tarantolato Sinisa inficiano solo in parte il giudizio complessivo, in cui spicca la vena di goleador puro di Belotti, chiamato l’anno prossimo a ripetere – preferibilmente non cambiando casacca – l’exploit come trampolino di lancio per Russia 2018 e per un top club. Top: Belotti. Flop: Iturbe.

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Udinese 6: son lontani i tempi delle qualificazioni ai preliminari della Champions con il maestro di calcio Francesco Guidolin. Negli ultimi anni gli scout friulani non hanno trovato diamanti ma soprattutto è stata errata la scelta dell’allenatore. Considerati i tempi di vacche magre, riconfermare Del Neri parrebbe una soluzione sensata, così come lasciar partire tutti coloro che non si sentono più dentro al progetto. Top: Badu. Flop: Heurteaux.

Siete d’accordo? Siete contrari? Scatenatevi!

P.S.: complimenti alla Spal per il meritato ritorno in Serie A!

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AC

 

FRAMMENTI GENOVESI


Dopo la prima parte della Craviocommedia (eccola: LA CRAVIOCOMMEDIA. CANTI I-IV) e il primo vero post di poesie (IO SCRIVO POESIE…), vi propongo altri componimenti da me scritti dal 2005 in avanti. Essi affrontano varie tematiche, dall’amore alla guerra, e traggono ispirazione dai fatti e dalle sensazioni più disparati.

Non mi resta che augurarvi Buona Lettura!

VORREI

Vorrei scriverti sempre

e ricevere risposte entusiaste.

Vorrei incontrarti in centro,

passeggiare insieme nel Parco di Nervi,

ridere in compagnia dello sciabordio

delle onde marine, oh sì.

Vorrei osservarti appisolata sul treno,

scrutare nelle pieghe recondite

delle tue fantasie mute.

Vorrei invitarti a cena,

gustare, affamati, piatti eccezionali,

sederci sulla panchina al chiaro di luna,

baciare le tue labbra desiderose di me.

Vorrei essere il tuo uomo ora e per sempre,

trovare nel tuo sguardo la scintilla,

fare l’amore con te e solo con te.

Vorrei abbracciarti quando sei triste,

accarezzarti le guance quando piove,

sorprenderti quando meno te l’aspetti.

Vorrei che tu fossi felice con me,

dipingere insieme un futuro luminoso.

Questo vorrei, amore mio dolcissimo.

 

ITALIA

Italia mia, benché il parlar sia superfluo,

ti voglio dedicar questa tenzon.

Osserva i cittadini svogliati,

le tenere fanciulle spaurite,

gli uomini spesso criticati:

aiuta tutti questi a ridestarsi,

a godere di te come il primo giorno.

Sei stata la patria, la terra,

dei Romani, stirpe valorosa:

hai visto fiorire poeti illustri,

Dante, Petrarca, Tasso.

Per non parlare di coraggiosi uomini,

Mazzini, Garibaldi, e molti altri.

Non dimenticarti del tuo passato,

non ribellarti per quel che vissuto

è stato da persone crudeli,

che nel tuo grembo hanno scavato,

martellato, penetrato e perlustrato.

Credi nel rispetto delle tue risorse,

teniamo a non dissipare le tue scorte,

tu che ci alimenti fino alla morte.

Abbi fiducia in noi,

e io prego la mia piccola canzon

di giungere a tutti voi.

 

T COME TERRORISMO

Dobbiamo essere uniti più che mai:

questa lotta non ammette incertezze.

Popoli tutti, sostenete questo mio lamento,

è un no, un NO fermo al terrorismo.

Ormai “sicurezza” è un’utopia.

Per questo bisogna premunirsi,

prevenire meglio che curare, no?

Attenzione, monitoraggio, forza d’animo:

sono i requisiti per uscire vincitori.

Non basta condannare, serve agire!

Politici, dateci una mano,

se vogliamo un mondo migliore,

bisogna che ci impegniamo.

 

DEVO DIRTELO

Tutti sappiamo che vivere non è facile,

per questo dico: “Grazie mille, ho la salute!”

Talvolta mi cattura un’inspiegabile gelosia,

vorrei portarti in orbita

e rivelare al mondo che io sono te,

mentre canto a squarciagola: “Benvenuto, giorno!”.

Misterioso è quello che le donne non dicono,

coraggio, confessa: come mi vorresti?

Posso diventare Don Chisciotte,

o affittare per te una Piazza Grande,

mia piccola e divina Alice.

Lo sai, mi ritorni in mente sempre,

ogni sabato pomeriggio che passo da solo,

affogando nel mare immenso dei miei ricordi.

Certe notti, quando sei accanto a me,

si sveglia nel mio io un brivido felino:

e se fosse per sempre?

Un bacio veloce, in auto, e sono già solo:

logico ripensare al mondo insieme a te,

che fra tutte le donne sei la mia stella,

l’unica con cui posso volare, oh oh…

Alla mia età tutto è concesso,

uscire di casa con destinazione paradiso,

venire da te, il mio canto libero,

e sussurrare: “Resta come sei, ti prego,

e amami: è una vita che io lo faccio”.

 

SPARATA HO LA CHIOMA (primo sonetto!)

a Ugo

 

Sparata è la chioma, ho un neo sul viso,

alto a sufficienza, barba un po’ incolta,

tu mi sorridi? Io ricambio il sorriso,

rompo il ghiaccio, la timidezza s’è tolta.

 

Gli spunti son tanti, dal calcio a Narciso,

indifferenza, via da me stavolta!

Gambe resistenti, passo deciso,

a te vita, ho la mente rivolta.

 

Vestito alla moda col naso importante,

lotto col cuore, agisco con passione

cara fantasia, sei la mia unica dea.

 

L’aspetto, vedi, sa esser intrigante,

voglio una tregua, asfissiante ragione!

Conosci Alessandro, o volgo ignorante?

Alessandro Craviotto

CLEOPATRA, LA REGINA DEI DUE MONDI


AMMALIÒ CESARE…

Scrive Stacey Schiff, biografa di C.: “Fu l’ultimo grande sovrano egiziano. Per un breve istante tenne tra le sue mani il destino del mondo occidentale”.

Plutarco, nella Vita di Antonio, descrive così il fascino emanato da C.: “A quanto dicono la sua bellezza in sé non era del tutto incomparabile né tale da colpire chi la guardava; ma la sua conversazione aveva un fascino irresistibile, e da un lato il suo aspetto, insieme alla seduzione della parola, dall’altro il carattere, che pervadeva contemporaneamente i suoi colloqui, erano un pungiglione penetrante. Dolce era il suono della sua voce quando parlava; la lingua, come uno strumento musicale dalle molte corde, la piegava facilmente all’idioma che voleva usare (…). Dicono anche che conoscesse la lingua di molti altri popoli, mentre i re precedenti non si erano sottoposti nemmeno ad apprendere l’egiziano e alcuni avevano dimenticato anche il dialetto macedone“.

La sua ascesa al potere non ci deve stupire: secondo un’usanza egiziana, qualora alla morte di un sovrano l’erede sia troppo giovane per assumere la guida del Paese, il titolo passa alla moglie. Inoltre la società egiziana è matrilineare: i passaggi di eredità avvengono per linea femminile e le donne possono partecipare alla vita politica.

“Gloria di suo padre”: questo è il significato in greco del nome C.. È la settima principessa in Egitto a portare tale nome. Ella discende dalla famiglia greco-macedone che da dieci generazioni governa in Egitto, i Tolomei. L’Egitto in cui C. cresce è un paese che vive all’ombra di Roma: un’ombra che si fa sempre più minacciosa.

Nata nel 69 a.C., non sappiamo quasi nulla dell’infanzia di C. Possiamo tuttavia ipotizzare che la futura regina nasca nel palazzo di famiglia ad Alessandria. Suo padre è il faraone Tolomeo XII e la madre è probabilmente una concubina che frequenta la corte; verosimilmente non compie un passo senza essere seguita dalla scorta. I suoi giochi? Bambole di terracotta, di tela o di legno dipinto, dadi, cavalli a dondolo…

Dopo la morte della sorella maggiore Berenice nel 55 a.C., C. è destinata al trono d’Egitto e a tale scopo viene educata. La sua formazione è prevalentemente umanistica: impara a leggere l’alfabeto greco e conosce a memoria interi canti dei poemi omerici.

Nel 51 a.C. il padre di C. muore: la ragazza ha ora diciott’anni. Ella sale al trono insieme a suo fratello (Tolomeo XIII, di dieci anni), con cui nel frattempo si è sposata. Inizia un tour del Paese per farsi conoscere: pare che, unica dei Tolomei, impari l’egiziano per non comunicare tramite interpreti. Dopo aver aiutato il popolo egiziano in difficoltà per via di due pessime stagioni di raccolti, C., a causa della gelosia del fratello, è costretta a fuggire da Alessandria per trincerarsi in una tenda nel deserto protetta dal suo esercito.

Nel frattempo Pompeo è giunto in Egitto: forse dietro suggerimento del consigliere Potino, Tolomeo ha la malaugurata idea di ucciderlo e di presentarne a Cesare la testa mozzata: il condottiero romano non approva. Tuttavia, prima di compiere qualsiasi mossa, decide di convocare a Palazzo sia Tolomeo che C.: l’Egitto è troppo importante per Roma. La regina, dal canto suo, preferisce raggiungere la corte di nascosto: si nasconde su una piccola barca e poi dentro un sacco di canapa. Uscirà dal sacco proprio davanti a Cesare, di cui possiamo solo immaginare la reazione prima stupefatta e poi estasiata… Fra i due è scattata la scintilla, e Tolomeo non può fare nulla per modificare la situazione: una sua disperata azione militare si risolverà con la morte. C. sa di poter contare ora su un alleato molto potente. Cesare la sostiene nel controllo dell’Egitto (nominandola regina), mentre lei fornisce aiuto economico alle sue ambizioni politiche. Nel 47, a suggello della relazione, nasce il figlio Tolomeo Cesare, meglio noto come Cesarione. Qualche settimana prima della nascita, Cesare riparte alla volta di Roma, lasciando dodicimila legionari a difesa del regno di C, che lo raggiungerà dopo pochi mesi. Rimarrà a Roma per i due anni successivi, mantenendo un basso profilo per evitare i pettegolezzi. Dopo l’uccisione di Cesare, C. ritorna a casa in tutta fretta, apparentemente scossa per aver perso il difensore degli interessi del suo paese. Non è tutto, perché ben presto apprenderà che Cesare non ha lasciato nulla né a lei né a Cesarione: l’unica soluzione è quella di aspettare tempi migliori.

… MA ANCHE ANTONIO

Poco tempo dopo la morte di Cesare, Antonio, giunto in Oriente, chiede di incontrare C. per verificarne le reali intenzioni. Scrive Plutarco nella Vita di Antonio: [Cleopatra] si presentò ponendo le maggiori speranze in se stessa, negli incanti, nel fascino e nelle attrattive che possedeva. […] Ella stava sdraiata sotto un padiglione ricamato d’oro, ornata come appare Afrodite nei dipinti. […] Una gran folla accompagnava il battello seguendolo fin dalla partenza su entrambe le rive, mentre altri scendevano dalla città a vedere lo spettacolo. […] In tal modo dunque ella catturò Antonio”.

Più prosaico lo storico romano Appiano: “Subito Antonio si innamorò di lei come un ragazzo, sebbene avesse già quasi quarant’anni”.

I due amanti avranno presto due gemelli, Cleopatra Selene (in greco “luna”) e Alessandro Helios (in greco “sole”). Antonio, fra un banchetto e l’altro, sta organizzando la guerra contro i Parti, per la quale l’Egitto fornirà la propria flotta. Prima di affrontare il nemico, il generale deve tornare a Roma perché è mancata la moglie Fulvia: secondo alcuni è morta di crepacuore per la relazione adulterina del marito con C.. In ottemperanza agli accordi di Brindisi, nel 40 a.C. Antonio sposa Ottavia, la sorella di Ottaviano.

Passano tre anni, e Antonio si reca nuovamente in Oriente per attaccare i Parti: incontra C., ed è ancora amore. I due si sposano nonostante Antonio sia legato ad Ottavia; nell’occasione egli dona alla regina egiziana alcuni possedimenti romani in Oriente. Entro breve tempo alla coppia nascerà un nuovo figlio, Tolomeo Filadelfo. La guerra contro i Parti si concluderà con un totale insuccesso a causa del tradimento del Re d’Armenia, che di lì a poco sarà conquistata per vendetta.

Date tali premesse, si può comprendere come a Roma Ottaviano abbia buon gioco a denigrare il rivale, che si è appena fatto incoronare sovrano d’Armenia insieme alla consorte: Antonio ha a cuore gli interessi dell’Egitto, non quelli di Roma.

La battaglia di Azio del 31 a.C. sancisce la sconfitta di Antonio e Cleopatra: i due amanti si daranno la morte a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. La leggenda vuole che C., troppo orgogliosa per accettare di essere portata a Roma da Ottaviano, si faccia mordere da un aspide nascosto in una cesta di fichi. Su un braccio della regina sono rinvenute due punture; tuttavia il serpente non sarà mai trovato, né i medici riscontreranno alcuna traccia di veleno nel suo organismo.

Ancora Plutarco ci ha lasciato uno splendido monologo di C. sulla tomba di Antonio: “O amato Antonio, poco fa ti seppellivo con mani ancora libere; ora libo prigioniera e sorvegliata affinché non deturpi né con i colpi al petto né con lacrime questo corpo schiavo, conservato per i trionfi che si celebreranno su di te. Non aspettare altri onori o libagioni; questi sono gli ultimi di Cleopatra trascinata via prigioniera. In vita nulla ci separò l’uno dall’altra; in morte rischiamo di scambiarci i luoghi, tu Romano giacendo qui, io infelice in Italia, e solo quella parte riceverò della tua terra. Ma se gli dei di laggiù hanno qualche forza e potenza – poiché quelli di lassù ci hanno tradito –, non abbandonare la tua donna finché sia viva, e non permettere che si trionfi su di te nella mia persona; nascondimi invece e seppelliscimi qui con te, poiché degli infiniti miei mali nessuno è grande e terribile quanto questo breve tempo in cui sono vissuta senza di te“.

Di Cesarione non si è mai più saputo nulla. Alcuni sostengono che Ottaviano l’abbia ucciso per eliminare qualsiasi potenziale rivale, ma non possiamo affermarlo con certezza. Di sicuro la storia della dinastia tolemaica termina qui.

Fonti: Viaggio nella storia – a cura di Alberto Angela; Storica National Geographic; Focus Storia.

Alessandro Craviotto

P.S.: qualora foste curiosi, vi rimando ad altri articoli dello stesso argomento: 

VIRGILIO, BUCOLICHE E GEORGICHE.

SALVIAMO LATINO E GRECO!

COMPITI SI’ O COMPITI NO?

MY FAVOURITE MOVIES AND ACTORS


Hello, guys! This is a post about my favourite movies. I didn’t see all possible films, I know. However, do you agree with my opinions or not???

I wish you a pleasant reading!

FINAL RESULTS – MOVIES

Top of the top: The Gladiator, Titanic, Harry Potter, When Harry met Sally

●●●●● : North by Northwest, An Officer and a Gentleman

●●●●○: Top Gun, Il Sorpasso, Runaway Jury, The Untouchables, Operation Petticoat, Dead Poets Society, Charade, Tre uomini e una gamba, Perfetti sconosciuti

●●●● and a little bit: Notorius, Inside Man

●●●● : Kramer vs. Kramer, I mostri, Eye of the Needle, Maledetto il giorno che t’ho incontrato, The King’s Speech, To Catch a Thief, Il mattatore, Sleepless in Seattle, The Graduate, The Taking of Pelham 123, Rush, Breakfast at Tiffany’s, Barefoot in the Park, The Naked Gun: From the Files of Police Squad!, Crimson Tide, Veloce come il vento

●●●○ : Escape from Alcatraz, Divorzio all’italianaPretty Woman, Enemy of the State, Silver Linings Playbook, Totò Peppino e la malafemmina, Il vigile, The Odd Couple, Dog Day Afternoon, Man on a Ledge, Vacanze romane, High Noon, The Peacemaker, The Wolf of Wall Street, It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World

●●●: Witness, Cocktail, Indiana Jones and the Last Crusade, A Few Good Men, Un americano a Roma, La ragazza con la pistola, Where Eagles Dare, Jerry Maguire, Thirteen Days, The Perks of Being a Wallflower, Amore mio aiutami, I due carabinieri, The Firm, American Beauty, American Hustle, The Grass Is Greener, Serpico, Dirty Dancing, The Terminal

●●○ : I Soliti Ignoti, Once Upon a Time in America, Una storia semplice, Sabrina (remake 1995), La grande bellezza, Guess Who’s Coming to Dinner, Saturday Night Fever, Armageddon

●● : Matrimonio all’italiana, Che ne sarà di noi, Troy, A Shot in the Dark, Four Weddings and a Funeral, The Anderson Tapes

●○ : Il giorno della civetta, Girl with a Pearl Earring, American Gigolo

●: Close Encounters of the Third Kind, Vertigo

○ : The Color of Money

 

FINAL RESULTS – MALE ACTORS

1) Cary Grant

2) Tom Cruise

3) Gene Hackman

FINAL RESULTS – FEMALE ACTORS

1) Jodie Foster

2) Grace Kelly

3) Audrey Hepburn

ALESSANDRO CRAVIOTTO

PICS OF MY 2016


What can I say about my 2016? It was a positive year: I gazed at amazing landscapes and I met many nice people. I chose some pics of this fantastic year. I hope you can enjoy them. Merry Christmas and happy new year! See you in 2017!

“Travel and change of place impart new vigor to the mind”. – Seneca

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Capri, July 2016

 

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Lisbon, August 2016
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Murano, October 2016
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Pompei, Villa of the Mysteris
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Lisbon (from the top of Elevador Boca do Vento)
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Venice, Canal Grande

Thank you, guys, for reading it!

Alessandro Craviotto